A Este

Rapina una sala slot e poi si toglie i vestiti per non farsi beccare, i Carabinieri li trovano e lo incastrano col Dna

Un colpo avvenuto nel pomeriggio del 28 dicembre 2023. Le prove raccolte hanno permesso di accusare il presunto rapinatore: si tratta di un 57enne di Monselice

Rapina una sala slot e poi si toglie i vestiti per non farsi beccare, i Carabinieri li trovano e lo incastrano col Dna
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Nei giorni scorsi, i Carabinieri hanno denunciato un cittadino italiano 57enne di Monselice, ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, di una rapina aggravata, avvenuta lo scorso 28 dicembre 2023 a Este.

Aveva rapinato una sala slot

La rapina si è verificata nel corso del pomeriggio: un rapinatore armato di coltello e col viso parzialmente travisato, ha fatto irruzione all'interno della sala slot "Las Vegas" di Este, minacciando la proprietaria di svuotare le casse e consegnare l'intero incasso giornaliero di mille euro in contanti. Al termine del colpo è fuggito a piedi.

Sul posto, nell'immediato sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, i quali, tramite le immagini della videosorveglianza della sala giochi e dei locali vicini, sono riusciti non solo a identificare il viso del responsabile, ma anche a recuperare gli abiti indossati dal rapinatore al momento della rapina.

Nel corso di un primo sopralluogo, infatti, i militari hanno trovato alcuni capi d'abbigliamento abbandonati dall'autore del colpo, tra cui un giubbotto, un berretto di lana e una sciarpa. Il tutto è stato inviato al R.I.S. di Parma per le analisi biologiche.

Un sospettato a Monselice

I Carabinieri hanno poi proseguito con le indagini: al termine di ogni accertamento, è stato identificato un cittadino 57enne di Monselice, molto simile al profilo del rapinatore ricercato. Sottoposto a perquisizione, gli agenti gli hanno sequestrato le scarpe, risultanti identiche a quelle utilizzate dal rapinatore.

Le analisi morfologiche dei caratteri somatici, unito ai risultati di quelle biologiche sul DNA eseguite dal R.I.S. di Parma, hanno dato esito positivo, confermando gli elementi probatori raccolti dai militari del Nucleo Operativo. Il procedimento è in fase di indagini preliminari e la colpevolezza dell’indagato potrà essere provata solo all'esito del giudizio.

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