Cittadella

L’appello di Ismaele ai negazionisti: “Portate la mascherina, il Covid mi ha tolto il respiro”

Ha scoperto la positività al Coronavirus, poi la corsa al Pronto Soccorso: "La situazione era drammatica, quasi non c’era posto per la mia barella".

L’appello di Ismaele ai negazionisti: “Portate la mascherina, il Covid mi ha tolto il respiro”
Cittadella, 12 Novembre 2020 ore 09:20

Far riflettere sull’emergenza Covid.

Il Covid vissuto in prima persona

La vita di Ismaele Zurlo, 44 anni di Cittadella, è cambiata da domenica 8 novembre 2020 quando nessuna medicina riusciva a placare quel malessere che cresceva sempre di più. “La vita può cambiare in un soffio di vento”, scrive in un post sui social dove ha deciso di lanciare un appello a tutti coloro che negano l’esistenza di questo virus che l’ha colpito in prima persona. Zurlo scrive:

“Ciao amici, questo post lo dedico a voi e vi prego di leggerlo con la massima attenzione e con il massimo rispetto in quanto non sono possibili fraintendimenti o riferimenti inopportuni. Non lo pubblico per farmi compatire o farvi impietosire ma per farvi riflettere. La vita può cambiare in un soffio di vento. Recentemente sono stato colpito da Coronavirus risultando positivo al test ed iniziando l’isolamento preventivo in casa. Da domenica scorsa sia febbre che tosse non mi hanno mai abbandonato”.

“Mi mancava il respiro”

Il bisogno di cure e la voglia di ritornare a respirare a pieni polmoni. Ismaele Zurlo ha provato ogni farmaco che aveva a portata di mano e spiega:

I vari rimedi casalinghi non hanno dato alcun risultato. Ho preso sciroppi, aerosol, pastiglie calmanti, gocce e qualsiasi cosa riuscisse a farmi chiudere gli occhi per pochi minuti. Tutto senza successo. La tachipirina, presa anche prima delle canoniche 8 ore, non riusciva minimamente ad arginare la furia di questo virus. La febbre dopo poche ore era già a livelli altissimi quasi a 39. L’ossigenazione che ho tenuto sempre sotto controllo dava valori tra 93 e 95 mai sopra 96. Mi mancava il respiro non potevo respirare a pieni polmoni perché iniziavo a tossire e tossendo mi mancava ancora più il respiro”.

Poi la corsa all’ospedale:

“Domenica sera, poco dopo le 21, quattro angeli sono venuti e mi hanno prelevato dalla mia abitazione trasportandomi con la massima cura fino al pronto soccorso. Lì ne ho trovati altrettanti che con massima professionalità e senza perdere nemmeno un minuto mi hanno visitato, sottoposto a tac e fatto i prelievi di rito. La situazione era drammatica, quasi non c’era posto per la mia barella. Non avrei chiesto nulla di più andava bene anche un angolo buio, ero stremato e il respiro quasi mi stava abbandonando. Ero quello che stava meglio. L’infermiera addetta, dotata di infinita umanità, mi ha detto di non preoccuparmi che mi avrebbero dato subito delle risposte in base agli esami. I minuti scorrevano lenti e le ambulanze si susseguivano costanti. Un via vai di degenti con crisi respiratorie. Un disastro. Prelievi e tac, a rotazione. Tamponi e prelievi”.

Indossate la mascherina

Il virus esiste e ora anche Ismaele Zurlo lo sa bene, per questo motivo ha deciso di lanciare un appello:

“Pubblico il mio appello affinché voi, nonostante la vostra sacrosanta necessità di continuare a svolgere la vita normalmente e senza restrizioni, consideriate che il virus esiste, c’è e spesso attacca in forma lieve. Qualche volta in forma più importante costringendo le persone a fare uno stop forzato ma necessario. Nelle persone con patologie questa forma può essere devastante e portare alla morte. Indossate la mascherina, indossate i guanti, portate sempre con voi il gel e fate attenzione a dove toccate. Arieggiate i locali a lavoro ed evitate se possibile di parlare con conoscenti e familiari senza mascherina non rispettando le distanze. Se dovete mangiare con un cliente fatelo dai lati opposti di un tavolo da 4 sedendovi in due in diagonale non di fronte”.

L’impegno dei medici

Il 44enne ci tiene a spiegare:

“Non sto scherzando. Le cure che mi hanno dato stanno già facendo effetto e spero si risolva tutto per il meglio ma ricordate che volersi bene significa rispettare se stessi ed il prossimo, significa rispettare il lavoro degli operatori e medici che sono sfiniti e distrutti dalle centinaia di ore che stanno dedicando giorno dopo giorno per amore verso la loro professione. Loro la mascherina ce l’hanno doppia e tripla, come i guanti, come il camice, come la visiera e la cuffia”.

L’appello

Zurlo ha rivolo quindi l’appello a tutti coloro che non vogliono indossare la mascherina:

Io stesso per portare la mascherina prima facevo una fatica incredibile perché, mi lamentavo, non respiravo. Forse sarebbe stato il caso di non respirare da negativo che da positivo con un quadro clinico completamente diverso continuando a lamentarmi ma stando in salute. Vi lascio con queste parole: per tutti coloro che non credono al Coronavirus, per tutti coloro che pensano sia solo una semplice influenza ed infine per tutti coloro che sghignazzano e si lamentano delle varie restrizioni, lockdown, mascherine, gel, distanziamento,ect ect… ecco per tutti voi spero riusciate a rispettare voi stessi e gli altri con l’utilizzo di mezzi di protezione senza minimizzare o fare negazionismo. Fatelo per le persone a cui volete bene se non volete farlo per voi. Per tutti gli altri invece, proteggete le persone anziane in casa, le persone che hanno già patologie, aiutatele con la spesa affinché non escano di casa inutilmente. Non mandatele in farmacia o dal panettiere. Andateci voi facendo attenzione con guanti e gel per sanificare le borse degli alimenti. Proteggeteli. Non mandate i nipoti dai nonni, non se lo possono permettere ora un abbraccio e comunque potrebbe costargli caro. L’80% dei positivi è asintomatico. Ascoltate questi miei consigli vi prego”.

Poi un ringraziamento a chi si è preso cura di lui:

“Vorrei ringraziare pubblicamente tutto il personale del 118, i volontari della SOS Alta Padovana e del Pronto Soccorso di Cittadella,i medici ed infermieri, nonché la mia cara amica ed infermiera Elisa che ha insistito sentendo la tosse che avevo per chiamare l’ambulanza. Non lo volevo fare per la paura ma lei è stata irremovibile: se non lo fai tu lo faccio io! Senza di lei sarei ancora qui con la situazione in costante peggioramento, grazie infinite Elisa!”

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