Cronaca
Indagine Caporalato

Grafica Veneta, Franceschi: "D'ora in avanti assumerò solo lavoratori veneti"

Dopo il patteggiamento dei due manager arrestati nell'inchiesta per caporalato, parla il patron del colosso di Trebaseleghe.

Grafica Veneta, Franceschi: "D'ora in avanti assumerò solo lavoratori veneti"
Cronaca Alta Padovana, 15 Ottobre 2021 ore 09:00

Accolta dal Tribunale l'istanza di patteggiamento dei due manager di Grafica Veneta coinvolti nell'indagine per caporalato.

Grafica Veneta

Istanza di patteggiamento accolta, i due manager di Grafica Veneta - Giorgio Bertan e Giampaolo Pinton, rispettivamente amministratore delegato e direttore dell’area tecnica del colosso della stampa con sede a Trebaseleghe - coinvolti (e arrestati lo scorso luglio) nell'indagine per caporalato nei confronti di un’azienda che sfruttava lavoratori pakistani, usciranno dal processo "cavandosela" con la sola sanzione pecuniaria.

L'istanza, accolta dal Tribunale di Padova, era stata presentata a settembre. Secondo l'accusa i due manager erano perfettamente a conoscenza dei metodi violenti usati dalla BM Services, che forniva loro manodopera, per intimidire i sottoposti.

"È una pagina dolorosa che si chiude, anche se quanto accaduto non può essere dimenticato - ha commentato in una nota il presidente di Grafica Veneta, Fabio Franceschi -  Il rispetto e la dignità di ogni lavoratore è un valore imprescindibile, che noi per primi rivendichiamo, e che contraddistingue da sempre il modus operandi di Grafica Veneta. Un pensiero va ai lavoratori pakistani: sono rimasto colpito e addolorato nell’apprendere di atti di prevaricazione che gli stessi avrebbero subito. Ma se è accaduto non è certamente dipeso dalla nostra società o comunque da nostre responsabilità".

E proprio a proposito di lavoratori, Franceschi ha confermato quanto già ventilato all'inizio della vicenda:

"Stop a cooperative e subappalti poco controllabili. D'ora in avanti promuoveremo l'assunzione e la collaborazione di lavoratori del territorio".

E ancora:

"Le persone coinvolte rivendicano l’irrilevanza penale di quanto loro contestato, tanto che l’accordo con l’autorità giudiziaria consegue a una logica di costi-benefici di fondamentale importanza per una azienda che, non avendo nulla da rimproverarsi, deve guardare con velocità al futuro, per confermarsi leader mondiale nel settore dell’editoria”, conclude Franceschi.