a Padova

Gli studenti Pro Palestina tentano di irrompere nelle aule, la Rettrice: "Occupazione di natura prevaricatrice"

I manifestanti che hanno occupato Palazzo Bo: "Vogliamo che l'università smetta di essere complice di un genocidio"

Gli studenti Pro Palestina tentano di irrompere nelle aule, la Rettrice: "Occupazione di natura prevaricatrice"
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Dopo l'occupazione del 10 maggio 2024, prosegue la protesta studentesca contro la guerra in corso a Gaza: proprio ieri, 13 maggio 2024, gli studenti hanno occupato nuovamente i cortili di palazzo Bo, storica sede dell'Università degli Studi di Padova.

Nel corso del pomeriggio di oggi, martedì 14 maggio 2024, il Senato accademico ha diramato una nota ufficiale in cui "esprime sconcerto e profonda preoccupazione per l'ulteriore drammatico evolversi del conflitto, condotto con ingiustificabile accanimento dall’esercito israeliano ai danni della popolazione civile palestinese alla quale vanno sentimenti di vicinanza e solidarietà".

Studenti Pro Palestina occupano palazzo Bo contro la collaborazione con Israele

Prima il tentativo di bloccare la riunione del pre Senato accademico, poi le tende piantate all'interno delle sedi principali. Si inasprisce la contestazione nelle università del Veneto da parte degli studenti che sostengono la causa palestinese.

Da giorni un gruppo di studenti dorme in tenda a Padova, all'interno di palazzo Bo: chiedono un incontro con la rettrice e vogliono bloccare la didattica per dare spazio alle loro motivazioni.

Gli attivisti, attraverso la loro occupazione, chiedono all'ateneo di terminare ogni tipo di accordo con università e aziende israeliane o comunque coinvolte con ciò che sta accadendo da mesi nella Striscia di Gaza.

L'Intifada studentesca

Un'occupazione iniziata lo scorso 10 maggio 2024, che fa seguito a ciò che sta accadendo in altre città italiane quali Bologna, Roma, Napoli e Palermo.

A queste realtà si è aggiunta l'Università Cà Foscari di Venezia, dove una quarantina di studenti, rispondendo all'appello del collettivo universitario Liberi Saperi Critici, hanno piantato ieri mattina le tende nel cortile universitario.

Nonostante il clima teso, l'ateneo di Padova comunica che, sebbene alcune aule siano state chiuse, la didattica non si è interrotta. E' stata, infatti, attivata la modalità mista in presenza e online.

La Rettrice di Padova Daniela Mapelli: "Occupazione di natura prevaricatrice"

"L'occupazione studentesca iniziata nei giorni scorsi ha svelato, in maniera inequivocabile, la sua natura prevaricatrice. - afferma Daniela Mapelli, Rettrice dell'Università di Padova -Voglio ringraziare docenti e personale tecnico-amministrativo per la loro enorme disponibilità che ha permesso di garantire, grazie alla modalità duale, la regolarità delle lezioni. Totale solidarietà a studentesse e studenti che hanno subito disagio dovuto alla violenza degli occupanti: li ringrazio per la pazienza e ricordo che l'Università è rappresentata solo ed esclusivamente da loro".

Daniela Mapelli, Rettrice dell'Università di Padova

Gli attivisti di Spazio Catai-Potere al Popolo

Alle dichiarazioni della Rettrice Mapelli hanno voluto replicare gli attivisti di Spazio Catai, dedicando un post sulla loro pagina Facebook.

"Cara rettrice Mapelli - scrivono gli studenti di Spazio Catai - eccola qui "la minoranza, il manipolo di prevaricatori violenti". Siamo ogni giorno di più. Studenti, studentesse, dottorandx, ricercatorx, lavoratorx di questo ateneo. Vogliamo che @unipd smetta di essere complice di un genocidio."

La nota ufficiale del Senato accademico

Nel corso del pomeriggio di oggi, martedì 14 maggio 2024, il Senato accademico si è riunito per discutere delle richieste di studenti e studentesse sulla presa di posizione negli accordi sanciti tra l'università di Padova e gli atenei israeliani. L'Università padovana esprime sconcerto e profonda preoccupazione per l'ulteriore drammatico evolversi del conflitto, condotto con ingiustificabile accanimento dall’esercito israeliano ai danni della popolazione civile palestinese alla quale vanno sentimenti di vicinanza e solidarietà.

Ecco la nota ufficiale:

"Il conflitto in corso in Medio Oriente, esacerbato dall’azione terroristica di Hamas del 7 ottobre 2023, ha ormai da mesi assunto proporzioni drammatiche, che hanno portato a gravissime emergenze umanitarie e a numerosissime vittime tra la popolazione civile palestinese, tra cui migliaia di bambini. Le azioni dell’esercito israeliano hanno coinvolto anche le Università palestinesi della Striscia di Gaza, tutte di fatto distrutte, con gravi perdite tra gli studenti e i docenti. La Costituzione italiana, all’articolo 11, afferma che: 'L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

L’Ateneo, come sancito dall’articolo 1, comma 2, del suo Statuto, '[...] promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale.[...]'. L’Università di Padova ha, da sempre, promosso con coraggio una cultura fondata su tali valori e, recentemente, in un contesto internazionale caratterizzato da numerosi conflitti, il Senato Accademico nella seduta del 7 novembre 2023 ha approvato all’unanimità la Mozione per la Pace in Palestina.

Il Codice di Integrità della Ricerca, emanato dal nostro Ateneo il 17 settembre 2021, stabilisce all’art. 15 che: 'Il ricercatore non può accettare finanziamenti o incarichi per attività di ricerca le cui finalità siano in contrasto con i principi fondanti dell’Università di Padova espressi nello Statuto, nei Codici dell’Ateneo e nelle linee di indirizzo formulate dagli organi di governo'. Forte di tali valori, l'Università di Padova ha intrapreso numerose iniziative finalizzate a promuovere l’accoglienza, il rispetto dei diritti umani e la pace. L’Ateneo aderisce infatti alla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata dalla CRUI, dandosi l'obiettivo, come appare nella descrizione del progetto, di: 'Garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale, promuovendo una serie di iniziative quali il General Course 'Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti'.

I drammatici eventi a cui assistiamo e che colpiscono l’intera comunità accademica rendono importante ribadire la ferma condanna da parte dell’Ateneo di qualsiasi forma di risoluzione armata delle controversie e di violazione dei diritti umani, auspicando che nel solco del diritto internazionale e del dialogo si individuino e si concretizzino soluzioni pacifiche basate sui diritti umani internazionalmente riconosciuti, a cominciare da un immediato cessate il fuoco e dalla liberazione degli ostaggi. Per le ragioni sopra esposte, il Senato Accademico dell’Università di Padova:

  • alla luce delle drammatiche notizie provenienti quotidianamente dalla Striscia di Gaza e di quanto recentemente espresso da ONU, Corte Internazionale di Giustizia, Amnesty International, Save the Children, OMS, e molti altri organismi internazionali, esprime sconcerto e profonda preoccupazione per l'ulteriore drammatico evolversi del conflitto, condotto con ingiustificabile accanimento dall’esercito israeliano ai danni della popolazione civile palestinese alla quale vanno sentimenti di vicinanza e solidarietà;
  • impegna l’Ateneo a rafforzare le iniziative già in essere “Scholars at risk” and ”Students at risk”, destinando risorse per borse di studio finalizzate all’accoglienza di docenti, studenti e studentesse delle Università Palestinesi distrutte a causa del conflitto;
  • impegna l’Ateneo ad inserire negli accordi di ricerca un richiamo esplicito all’art. 15 del Codice di Integrità della Ricerca dell’Università di Padova, intendendo in tal modo richiamare l’attenzione dei ricercatori sul rispetto dei principi etici alla base dell’operato del nostro Ateneo".

 

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