Telenovela

Crisanti in “fuga” dal Veneto: trasferimento allo “Spallanzani”. E ora ci si mette pure Vespa

Il virologo sembra ormai destinato a un ritorno nella Capitale, dopo i dissidi con il presidente Zaia. Benzina sul fuoco nelle anticipazioni del libro di Vespa.

Crisanti in “fuga” dal Veneto: trasferimento allo “Spallanzani”. E ora ci si mette pure Vespa
Padova, 30 Ottobre 2020 ore 10:22

Nuova puntata della “telenovela” tra il virologo e il Governatore Zaia. Con Vespa di mezzo.

Trasferimento in vista allo “Spallanzani”

Una distanza e una reciproca freddezza che hanno scavato un solco ormai incolmabile tra i due “contendenti”. Tanto, stando alle ultime rivelazioni, da indurre il professore a trasferirsi allontanandosi definitivamente dal Veneto.  Andrea Crisanti  se ne va infatti allo “Spallanzani”, il centro nazionale per le malattie infettive di Roma. Il suo arrivo nella Capitale, in realtà più un ritorno, dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime settimane e, ad accoglierlo a braccia aperte, ci sarebbero già il Governatore, Nicola Zingaretti, con la “benedizione” del ministro per la Salute, Roberto Speranza.

Il virologo: “Tutte menzogne, è una vendetta. Zaia? Mi fa pena”

No comment sulle prime da parte del diretto interessato, che poi ha invece contrattaccato: “Tutte menzogne, mi sa che dovrò querelare qualcuno”. E ancora:

“È una vendetta. Ho scritto una lettera alla Regione denunciando che i test rapidi, per i quali sono pronti a spendere 150 milioni, in realtà non funzionano, sono troppo poco “sensibili”. Da Venezia nessuna risposta. O meglio: adesso arriva questo”. E per concludere: “Cosa direi a Zaia se lo avessi davanti ora? Direi che mi fa pena”.

Lo stesso Crisanti potrebbe subentrare alla dottoressa Maria Rosaria Capobianchi, direttore del dipartimento di virologia dello “Spallanzani”, prossima alla pensione. Crisanti, origini e formazioni romane, ha già diretto la sezione malattie infettive e immunologia dell’Imperial College di Londra. Due anni fa il rientro in Italia, a Padova. Poi le note vicende: il primo focolaio a Vo’ Euganeo, la gestione “partecipata” con Zaia e la strategia dei tamponi. “Un eroe, colui che ha salvato il Veneto dal Covid”, la vulgata fino a pochi mesi fa. Poi qualcosa si è rotto, in particolare nel rapporto con il Governatore. Da lì tutto un susseguirsi di dichiarazioni e prese di distanza tra i due che hanno incrinato il rapporto di fiducia.

Le anticipazioni del libro di Vespa: benzina sul fuoco

L’ultima puntata della “telenovela” è legata alle anticipazioni del libro, di prossima uscita, del conduttore Bruno Vespa, in cui si ricostruisce la vicenda. Vespa scrive infatti di una lettera inviata dalla responsabile del settore Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, alla direzione di “Nature” per smentire alcuni punti dell’articolo scientifico pubblicato proprio sulla rivista da Crisanti, in cui venivano illustrate le sue intuizioni sul caso Vo’. Un attacco durissimo alla credibilità di Crisanti, che contrattacca esibendo alcuni messaggi WhatsApp che scambiò all’inizio di marzo con il presidente Zaia e che sarebbero la dimostrazione di come la Regione Veneto si sia attivata in base alle indicazioni da lui fornite. Insomma, un bel pasticcio.

Scrive Vespa nel capitolo incriminato del libro:

“Crisanti procede con i tamponi, ma le autorità sanitarie venete lamentano di non aver ricevuto i risultati della nuova ricerca. Li leggono, per contro, sulla prestigiosa rivista inglese Nature e notano che il professore si attribuisce la paternità anche del primo giro di tamponi, eseguito invece dall’azienda sanitaria di Padova, per decisione di Zaia, tra il 23 e il 29 febbraio”.

E ancora:

 “In autunno la Regione Veneto spedisce a Nature una durissima lettera di replica firmata da Francesca Russo, direttore della Prevenzione”, scrive sempre Vespa.

Missiva che in alcuni passaggi recita così:

“La pubblicazione ha alterato i fatti, distorcendo la realtà e mistificando quanto è accaduto a Vo’. Tutte le decisioni rilevanti su come affrontare il focolaio hanno avuto origine dall’Ospedale di Schiavonia e sono state assunte dal Presidente della Regione del Veneto di concerto con la Direzione Prevenzione e Sanità Pubblica della Regione e con le autorità sanitarie dell’Azienda Ulss 6 Euganea. Tutto questo è accaduto ancor prima che lo studio di Vo’ fosse concepito”.

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