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World Health Forum Padova: "Ecco come l'intelligenza artificiale può predire i tumori"

Oltre mille partecipanti, ospite Mihaela van der Schaar

World Health Forum Padova: "Ecco come l'intelligenza artificiale può predire i tumori"
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Oltre mille e attenti partecipanti sono accorsi ieri, giovedì 21 marzo 2024, nella Seconda Giornata del World Health Forum Veneto: un pubblico composto da oltre mille tecnici, studenti, esperti di medicina e tecnologie all’evento che si sta svolgendo in questi giorni a Padova.

Giunto al suo secondo appuntamento – dopo aver sbancato nella giornata di inaugurazione, sforando i posti a sedere – il Forum Mondiale ha visto riuniti i migliori esperti nei processi di applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito medico, con un focus specifico per il campo dell’oncologia e la cura dei tumori.

Al via alla seconda giornata

Il progetto racchiude in sé l’operato di diverse Amministrazioni: capofila la Regione del Veneto in stretta collaborazione con il Comune di Padova, l’Università degli Studi di Padova (dipartimento di Medicina e dipartimento Ingegneria dell’informazione), il VIMM, la Camera di Commercio di Padova, Venice Promex la Fondazione Cariparo, Motore Sanità e Veneto Innovazione.

La sessione di apertura è stata condotta da Gaudenzio Meneghesso, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Unipd, e ha visto gli interventi di Roberto Vettor, direttore del Dipartimento di Medicina di Unipd, Angelo Paolo Dei Tos, presidente della Scuola di Medicina di Padova, e Michele Tessarin, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Padova.

Gaudenzio Meneghesso
Gaudenzio Meneghesso, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Unipd

Ha suscitato particolare interesse il primo keynote speech dal titolo “Spingendo le frontiere della medicina: Le scoperte dell’IA in ambito sanitario", che ha visto come relatrice Mihaela van der Schaar, fondatrice e direttrice del Cambridge Center for AI in Medicine (CCAIM) docente e ricercatrice alla University of Cambridge, considerata una delle massime esperte a livello mondiale sull’intelligenza artificiale.

Figura di spicco nel campo della medici digitale, è personalmente accreditata come inventrice di 35 brevetti statunitensi, mentre nel 2019 un rapporto Nesta l’ha definita la ricercatrice sull’intelligenza artificiale più citata nel Regno Unito.

Mihaela van der Schaar, fondatrice e direttrice del Cambridge Center for AI in Medicine (CCAIM) docente e ricercatrice alla University of Cambridge
Mihaela van der Schaar, fondatrice e direttrice del Cambridge Center for AI in Medicine (CCAIM) docente e ricercatrice alla University of Cambridge

“Sono molto entusiasta del ruolo dell'intelligenza artificiale in medicina – ha dichiarato Mihaela van der Schaar –. Credo davvero che l'AI possa aiutare i medici a praticare la medicina in modo molto più quantitativo, a partire dall'identificazione dei pazienti a rischio, l'identificazione precoce della malattia, il trattamento della malattia in modo molto più personalizzato, fino al seguire i pazienti dopo la diagnosi. Io quindi mi occupo dell'intera traiettoria della malattia. Sono anche entusiasta di come abbiamo aiutato a potenziare i sistemi sanitari durante il Covid. Ho lavorato a stretto contatto con il National Health Service per costruire una tecnologia in grado di identificare quando si rendevano disponibili i posti letto in ospedale e quando erano disponibili determinati medici con determinate specializzazioni, dando così loro maggiori possibilità”.

Dettaglio interessante, la professoressa e ricercatrice della University of Cambridge ha parlato anche di come i Large Language Models, ovvero le tecnologie di intelligenza artificiale avanzata incentrate sulla comprensione e sull'analisi del testo, tra cui la più nota delle quali è ChatGPT, vengano già utilizzate in ambito medico.

"Nel nostro laboratorio stiamo lavorando per costruire Large Language Models che possano essere affidabili e che possano essere potenziati dalle conoscenze cliniche di cui disponiamo, mentre la seconda questione riguarda il trovare soluzioni che mantengano la riservatezza delle informazioni private dei pazienti e che siano comunque in grado di interagire con questi Large Language Models, per poter acquisire da questi modelli informazioni potenti e pertinenti per il paziente specifico che si trova di fronte al medico".

Platea, intervento Mihaela van der Schaar
Platea, intervento Mihaela van der Schaar

Il suo laboratorio inoltre sviluppa di strumenti di intelligenza artificiale per costruire altri strumenti di intelligenza artificiale da usare in ambito medico:

"Per esempio abbiamo costruito già da qualche anno AutoPrognosis, uno strumento che è in grado di trattare qualsiasi malattia a cui si possa essere interessati, dal cancro alle malattie cardiovascolari, alla fibrosi cistica. Un medico, senza bisogno di imparare a scrivere codice software, può dare i dati del paziente ad AutoPrognosis e chiedergli una previsione. Chiedere ad AutoPrognosis di costruire un modello di rischio, ad esempio, per il rischio cardiovascolare o per il cancro. L'aspetto positivo di questi modelli di apprendimento automatico è che sono in grado di automatizzare il processo di selezione del modello migliore. Si tratta di un software open source che tutti possono utilizzare e su cui possono costruire, e spero che possa davvero aiutare sia i medici che i pazienti".

A seguire, l'intervento di Yael Ophir, Executive Director HealthIL (Israele), con il keynote speech “From Hype to Ripe: Implementing AI in Health Systems”.

Il progresso nella sanità

Nella sessione “The central role of data” si sono confrontati Tianxi Cai (Harvard Medical School, Boston, Usa) Manlio De Domenico (Università di Padova), Björn Eskofier (Friedrich-Alexander-Universität, Erlangen-Nürnberg, Germania) e Rosario Rizzuto (Università di Padova).

Nel pomeriggio

Due le sessioni del pomeriggio: “AI for precision medicine”, con Matej Oresic (Örebro University, Svezia), Jens Rittscher (University of Oxford, Regno Unito), Fabio Vandin (Università di Padova), Davide Risso (Università di Padova) e Mario Luca Morieri (Università di Padova)

“Ethics, Regulations, Fairness, and Explainability”, in conclusione con Giusella Finocchiaro (Università di Bologna), Alessandro Fabris (Max Planck Institute for Security and Privacy, Bochum, Germania), Fabio Grigenti (Università di Padova) e Guglielmo Tamburrini (Università di Napoli Federico II).

Intervento Giusella Finocchiaro, Alessandro Fabris, Fabio Grigenti e Guglielmo Tamburrini
Intervento Giusella Finocchiaro, Alessandro Fabris, Fabio Grigenti e Guglielmo Tamburrini

 

 

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