Minoranza all'attacco

Schiavonia di nuovo Covid Hospital: “Bassa Padovana penalizzata, manca la pianificazione”

Critiche delle consigliere Vanessa Camani (Pd) ed Elena Ostanel (VcV) alla decisione della Giunta Zaia: "La Regione ascolti i sindaci".

Schiavonia di nuovo Covid Hospital: “Bassa Padovana penalizzata, manca la pianificazione”
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Proteste contro la decisione della Giunta Zaia delle consigliere Vanessa Camani (Pd) ed Elena Ostanel (VcV), che hanno presentato un’interrogazione su presente e futuro del ‘Madre Teresa’.

Schiavonia di nuovo Covid Hospital

“Non si possono lasciare 185mila cittadini senza un presidio ospedaliero. La Regione ascolti i sindaci e li coinvolga, finalmente, nella pianificazione: è inaccettabile che dopo quasi due anni per la Bassa Padovana non sia cambiato niente e Schiavonia sia ancora una volta una struttura con esclusiva destinazione Covid. In tutto questo tempo perché la Regione non ha pensato a soluzioni alternative?”.

A chiederlo, protestando contro la decisione della Giunta Zaia, sono le consigliere Vanessa Camani (Pd) ed Elena Ostanel (VcV), che hanno presentato un’interrogazione su presente e futuro del ‘Madre Teresa’.

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“È preoccupante trovarsi in una situazione del genere, con l’ennesima sospensione delle attività: perché la Regione non si è organizzata, in caso di nuova emergenza, per un’equa distribuzione dei nuovi ricoverati tra le varie strutture della provincia di Padova oppure recuperando uno dei vecchi plessi ospedalieri? Abbiamo presentato già a partire da dicembre 2020 mozioni e interrogazioni sul punto, senza ottenere alcuna risposta. E la stessa richiesta arriva dai sindaci, che sabato hanno manifestato numerosi contro la delibera di Giunta: dovrebbero essere coinvolti sul serio quando si parla di pianificazione sul territorio, in particolare in ambito sociosanitario. È grave che la Regione non abbia preso in considerazione questa ipotesi, optando per la strada più semplice, penalizzando ulteriormente un’area già in difficoltà per la carenza di presìdi sanitari e che si trova, di fatto, senza un ospedale da marzo 2020”.

“È il momento che Zaia dica chiaramente quali sono le intenzioni per il futuro di Schiavonia in modo trasparente: lo stop alle attività durante la pandemia ha avuto come ‘effetto collaterale’ la fuga di molti professionisti; di questo passo garantire il pieno diritto alla salute a tutti i cittadini della Bassa Padovana rischia di diventare una chimera”.