Caos centri estivi

Centri estivi CUS Padova: il click day per l’iscrizione accende la polemica dei genitori esclusi

Il presidente Uguagliati si giustifica: "Applicati i protocolli e gli accordi preesistenti".

Centri estivi CUS Padova: il click day  per l’iscrizione accende la polemica dei genitori esclusi
Padova, 16 Giugno 2020 ore 09:37

La gestione delle iscrizione al centro estivo del CUS Padova ha creato malcontento tra i genitori, soprattutto tra quelli i cui figli erano già tesserati CUS. La riduzione dei posti disponibili, a causa del covid, ha costretto gli organizzatori a fare scelte che sono state poi contestate.

Un click day anche per iscriversi al centro estivo

L’emergenza coronavirus ha cambiato la vita di tutti e anche i centri estivi hanno dovuto organizzarsi per affrontare l’estate del 2020 in maniera diversa dal solito. Ne sa qualcosa il Cus Padova che, per garantire il rispetto delle norme anti contagio, ha dovuto ridurre le proprie capacità di accoglienza di bambini dai soliti 300 posti agli attuali 70. Per iscriversi alle attività è stato creato un apposito form online al quale accedere.

Iscrizioni aperte dalle 8 di lunedì 8 giugno con un vero e proprio clic day. Ma alle 8.01 i 70 posti a disposizione erano già esauriti. I genitori esclusi dalle attività, già tesserati CUS perché i propri figli appartenevano alle squadre del settore giovanile, non l’hanno presa bene e hanno scritto al Presidente Francesco Uguagliati. 

Un sistema farraginoso che non ha tutelato in alcun modo i tesserati

“Nessuno di noi – sostengono i firmatari della lettera – pretendeva di avere il posto assicurato solo per il fatto di essere già tesserati Cus e di aver pagato una retta annuale senza averla sfruttata nella seconda parte dell’anno, ma speravamo almeno che le “regole di ingaggio” fossero chiare, semplici, di facile comprensione e uguali per tutti! Così come avete dato priorità ai figli dei dipendenti dell’Università dando una finestra agevolata a loro di due giorni, potevate pensare di fare la stessa cosa anche per i vostri tesserati”.

“Siamo rimasti basiti – scrivono i genitori – nel constatare che il sistema per procedere all’iscrizione era a dir poco complicato e si è rivelato fallimentare: all’apertura del form alle ore 8.00, la prima settimana era già esaurita (…) e prima delle 8.30 anche le successive tre risultavano piene; poi per procedere era necessario avere le credenziali del sito Cus a portata di mano (che nessuno di noi ha praticamente mai utilizzato in un’intera stagione e non è stato veloce chiederne il ripristino), se anche riuscivi a loggarti per entrare nella pagina di acquisto dei centri estivi, il vostro sistemainformativo era andato in crash e non permetteva di fare alcun acquisto di settimane di centri estivi (problema rimasto per lungo tempo). 

“Le Linee guida della Regione Veneto in materia centri estivi – continua la lettera –  indicano, in caso di sovrannumero di richieste rispetto ai posti disponibili, di dare priorità alle “famiglie che prima della sospensione già utilizzavano i servizi dell’Ente Gestore”. Noi non siamo nemmeno riusciti a finire l’iscrizione per una eventuale graduatoria. In conclusione, i ragazzi tesserati Cus sezione rugby che sono riusciti ad entrare ai Centri estivi sono meno delle dita di una mano e tutti i ragazzi, inclusi noi genitori, sono profondamente delusi e amareggiati da questa situazione. Ad ogni allenamento, ad ogni torneo, ci viene chiesto di essere e fare squadra e noi lo abbiamo sempre fatto perché ci crediamo . Questa volta siete stati voi a correre individualmente”.

La risposta del presidente del CUS

“Siamo dispiaciuti e ci scusiamo per non essere stati in grado di soddisfare le innumerevoli richieste pervenute per l’iscrizione ai nostri Centri Estivi. i protocolli di sicurezza attualmente in vigore hanno stravolto il nostro modello organizzativo e ci hanno costretto a ridurre drasticamente i posti disponibili. Passare da una capacità di accoglienza di 300 bambini a settimana agli attuali 70 ha creato forti disagi non solo a Voi, ma anche al CUS Padova”.

Il presidente Uguagliati  ha evidenziato come “l’iscrizione online sia stato un passaggio obbligato e regolato dai nuovi protocolli”.

“La convenzione con i dipendenti dell’Università, aspetto che ha generato non poche critiche  è sempre esistita e abbiamo proseguito nel rispetto di essa. E’ innegabile che in un Centro Estivo come quello di quest’anno l’impatto è stato più evidente.

Abbiamo, infine, adeguato le quote lo stretto necessario, pur a fronte del sensibile aumento dei costi di gestione – ha evidenziato Uguagliati.

Organizzare un Centro Estivo in poco più di due settimane non è stato facile. Vi garantisco che lo abbiamo fatto al meglio delle nostre possibilità, operando con la passione e la professionalità che quotidianamente ci guidano”.

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