Cardiologia

Paziente operato al cuore a Padova senza aprire il torace: primo intervento al mondo con elettrochirurgia transcatetere

All’Azienda Ospedale Università rimodellata una valvola aortica bicuspide severamente calcificata

Paziente operato al cuore a Padova senza aprire il torace: primo intervento al mondo con elettrochirurgia transcatetere

All’Azienda Ospedale Università di Padova è stato eseguito il primo intervento al mondo di elettrochirurgia applicata a una valvola aortica bicuspide stenotica nell’ambito di una procedura transcatetere. L’équipe guidata da Giuseppe Tarantini, direttore della UOC Emodinamica e Cardiologia Interventistica e docente del dipartimento Cardio Toraco Vascolare e di Sanità Pubblica dell’Ateneo, ha rimodellato una valvola severamente calcificata rendendo possibile l’impianto della protesi nella taglia corretta e nella posizione ottimale.

A Padova primo intervento al mondo con elettrochirurgia transcatetere

La valvola aortica bicuspide è una malformazione congenita che interessa tra l’1 e il 2 per cento della popolazione. L’anatomia irregolare associata alla calcificazione rendeva complesso, e in alcuni casi impossibile, l’impianto di una protesi per via mini invasiva.

Fino a oggi molti pazienti con questa condizione dovevano ricorrere alla cardiochirurgia tradizionale a cuore aperto per sostituire la valvola. La procedura ha previsto la creazione di un’apertura controllata nel lembo valvolare degenerato e la successiva divisione in due, trasformando la valvola bicuspide in una valvola tricuspide.

Attraverso i vasi sanguigni è stata introdotta una guida sottilissima elettrificata. L’intervento è stato eseguito senza bisturi, senza apertura del torace, senza fermare il cuore, senza ricorrere alla circolazione extracorporea e senza anestesia generale.

In questo modo è stato possibile adattare la valvola alla terapia transcatetere, superando uno dei principali limiti della cardiologia interventistica: l’impianto di una protesi nella dimensione adeguata e nella posizione corretta.

Si tratta della prima applicazione al mondo dell’elettrochirurgia su una valvola aortica bicuspide stenotica. La procedura apre nuove possibilità nel trattamento transcatetere delle valvulopatie congenite, con potenziali ricadute per pazienti fragili e ad alto rischio chirurgico.

Il commento del presidente del Veneto

Da Venezia, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani sottolinea la portata dell’intervento.

“La mininvasività è sinonimo di progresso scientifico e tecnologico e di grande preparazione dei clinici che la applicano ovunque possibile. Da Padova arriva una nuova dimostrazione di questa realtà”, afferma.

“Riparare una valvola cardiaca utilizzando un catetere senza aprire il torace e con una guida elettrificata è un intervento eccezionale per il minimo impatto sulle condizioni del paziente e per la brevità dei tempi di ripresa. Esprimo i miei complimenti al direttore Giuseppe Tarantini e alla sua équipe. Hanno saputo fare un altro passo importante verso il futuro”.

“L’uso di questa tecnica per riparare una valvola bicuspide stenotica è una prima mondiale, perché mai prima l’elettrochirurgia era stata applicata a una valvola con queste caratteristiche. È stata aperta una nuova via che potrà evitare operazioni a cielo aperto“, conclude il governatore veneto.

Neurochirurgia pediatrica: intervento su paziente di 9 anni operato da sveglio

L’ospedale padovano è stato teatro anche del primo intervento di neurochirurgia pediatrica con paziente vigile. L’operazione è stata eseguita su un paziente di 9 anni affetto da una lesione parietotemporale sinistra profonda che comprometteva l’integrazione di informazioni sensoriali, spaziali e linguistiche.

La procedura, coordinata da Luca Denaro, direttore della UOC Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale, in collaborazione con Marina Munari, responsabile della UOC Anestesia e Rianimazione OSA, ha utilizzato la tecnica “asleep-awake-asleep”. Il protocollo prevede fasi di anestesia generale alternate a momenti di veglia controllata per monitorare in tempo reale le funzioni cerebrali durante l’asportazione della lesione.

L’équipe

A livello mondiale la metodica è stata applicata in circa 130 casi, con un’età media di 12 anni, prevalentemente per tumori, epilessia farmacoresistente e lesioni vascolari. Il paziente è stato dimesso e le condizioni cliniche risultano stabili.

Nel biennio recente la UOC Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale ha registrato 722 dimissioni e 672 interventi chirurgici, di cui 236 su pazienti in età pediatrica.