Oggi, venerdì 27 febbraio 2026, l’Azienda Ospedale-Università di Padova affronta una giornata di sciopero parziale. La decisione, votata all’unanimità da 200 professionisti durante un’assemblea, scaturisce da una condizione lavorativa definita “insostenibile”.
Tra le motivazioni depositate dalle sigle sindacali figurano forzature organizzative costanti, sforamenti sistematici dei turni nelle sale operatorie e una carenza cronica di addetti. Sotto accusa anche il decoro delle strutture: i sanitari segnalano spogliatoi fatiscenti e ambienti comuni inadeguati a garantire i livelli minimi di sicurezza e dignità per chi assiste i malati.
Lo scontro tra sindacati e direzione
La tensione tra le parti è culminata nelle dichiarazioni del direttore generale Giuseppe Dal Ben, il quale ha bollato la mobilitazione come “pretestuosa“, forte anche della mancata adesione della Cisl.

Una posizione che ha sollevato l’indignazione dei rappresentanti di Cgil e Uil. Stefano Gottardi, segretario Uil Fpl Veneto, ha espresso l’amarezza di chi opera in corsia:
“Le parole del direttore generale hanno amareggiato il personale. Dopo il Covid, il personale deve essere rispettato, e ascoltato”.
Per i delegati, la frattura con i vertici aziendali appare ormai insanabile senza un cambio radicale di rotta.

Davanti all’ospedale in questo momento si sta tenendo una manifestazione.
La posizione contraria della Cisl Fp
In netto contrasto con la mobilitazione odierna, la Cisl Fp Padova Rovigo ha confermato la scelta della via negoziale, rifiutando di partecipare allo sciopero. Per il segretario generale Andrea Ricci, la priorità risiede nella contrattazione serrata ai tavoli tecnici, già avviati lo scorso 23 dicembre.
“A febbraio un ssemble dei lavoratori aveva bocciato questo cambio d’orario ma in realtà l’azienda l’ha imposto lo stesso, probabilmente per un recupero di persone”
Dice Andrea Favaro, un’infermiere.
Il sindacato definisce l’astensione dal lavoro una “forma sterile di mobilitazione volta alla visibilità mediatica“, preferendo presidiare il confronto su fabbisogno di personale e incarichi. Anche il segretario provinciale Achille Pagliaro ha ribadito che il dialogo attivo rappresenta lo strumento più efficace per ottenere soluzioni verificabili, evitando proteste giudicate strumentali.
Disservizi e scuse alla cittadinanza
Le sigle Fp Cgil e Uil Fpl hanno diffuso una nota per informare l’utenza sui disagi in corso in queste ore.
“Chiediamo scusa ai cittadini padovani, ma la situazione non è più gestibile”
Dichiarano Alessandra Stivali, Alfredo Sbucafratta, Luigi Spada e Tiziana Marullo. I rappresentanti sottolineano come la pressione accumulata non ricada solo sui dipendenti, ma mini la qualità stessa delle cure. Un sistema che si regge esclusivamente sul sacrificio dei singoli, secondo i promotori dello sciopero, non può garantire standard di assistenza sicuri nel lungo periodo senza compromettere il benessere di chi cura e di chi viene curato.