Competitività e governance aziendale, Fabio Splendori: le scelte che rendono sostenibile la crescita

Dalla gestione delle risorse alla qualità delle decisioni: Fabio Splendori analizza il ruolo della governance nel rafforzare la competitività delle imprese e preservarne gli equilibri finanziari

Competitività e governance aziendale, Fabio Splendori: le scelte che rendono sostenibile la crescita
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Un’azienda può acquisire nuovi clienti, aumentare i ricavi e ampliare la propria presenza sul mercato senza necessariamente diventare più solida. Quando lo sviluppo procede più rapidamente della capacità organizzativa e finanziaria, anche i risultati commerciali positivi possono nascondere nuove vulnerabilità. È su questo rapporto tra crescita, competitività e governance aziendale che si concentra l’analisi di Fabio Splendori, imprenditore e Founder & Lead Partner di Splendori & Partners.

La questione non riguarda soltanto quanto un’impresa riesca a crescere, ma soprattutto la sua capacità di governare le conseguenze delle decisioni assunte. Investimenti, nuove commesse e strategie di espansione devono essere compatibili con la redditività, la liquidità e le risorse effettivamente disponibili.

Governance aziendale: il valore di decidere prima che emergano le difficoltà

La qualità della governance si misura nella capacità di trasformare le informazioni in decisioni operative. Un’impresa può disporre di budget dettagliati, previsioni finanziarie e indicatori economici aggiornati, ma continuare a incontrare difficoltà se non sono chiare le responsabilità o se le decisioni vengono continuamente rinviate. Per questo, una governance efficace richiede ruoli definiti, strumenti di controllo e processi decisionali coerenti con gli obiettivi aziendali.

Anche il quadro normativo attribuisce particolare importanza a questi aspetti. L’articolo 2086 del Codice civile prevede, per gli imprenditori che operano in forma societaria o collettiva, l’adozione di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati. Il Codice della crisi d’impresa richiama inoltre la necessità di valutare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale per almeno dodici mesi. Ma il valore della governance va oltre gli obblighi di legge: rappresenta uno strumento per riconoscere tempestivamente gli squilibri e orientare le scelte strategiche.

Fabio Splendori: la competitività non coincide con l’aumento del fatturato

La crescita commerciale non produce necessariamente un miglioramento della redditività. Una commessa importante può richiedere risorse superiori ai margini generati. Un cliente strategico può incidere positivamente sui ricavi, ma assorbire liquidità attraverso condizioni di pagamento poco sostenibili. Un investimento produttivo può aprire nuove opportunità, aumentando contemporaneamente l’esposizione finanziaria.

Per Fabio Splendori, comprendere dove si crea realmente valore significa analizzare le attività aziendali considerando non soltanto i risultati commerciali, ma anche i costi, i margini e gli effetti sulla gestione finanziaria. Questa valutazione permette di individuare le aree sulle quali concentrare gli investimenti e quelle che richiedono interventi correttivi. In alcuni casi può essere necessario rivedere le condizioni contrattuali, migliorare l’efficienza dei processi o modificare le priorità strategiche. L’obiettivo non è necessariamente ridimensionare l’impresa, ma creare le condizioni per una crescita economicamente sostenibile.

Dall’analisi alle decisioni: come interviene Fabio Splendori

La relazione tra governance e competitività emerge con particolare evidenza nei percorsi di riorganizzazione e risanamento aziendale. Attraverso l’esperienza diretta nella gestione d’impresa e nel turnaround, Fabio Splendori ha sviluppato un approccio che collega la lettura degli squilibri alla definizione degli interventi necessari per affrontarli.

«Non basta individuare una soluzione sulla carta: bisogna creare le condizioni perché funzioni nella gestione quotidiana», osserva Splendori, richiamando l’importanza di tradurre la strategia in azioni concrete. Nel lavoro condotto insieme al team multidisciplinare di Splendori & Partners, Splendori mantiene la direzione strategica e il confronto diretto con la proprietà, integrando competenze economico-finanziarie, organizzative e manageriali in funzione delle necessità aziendali.

Una difficoltà di liquidità, ad esempio, può richiedere non soltanto un intervento finanziario, ma anche una revisione delle politiche commerciali o dei processi che hanno contribuito a generarla. Il metodo punta quindi a distinguere le criticità immediate dalle cause strutturali, affinché le misure adottate possano contribuire a ripristinare gli equilibri senza compromettere le prospettive di sviluppo.

Le prospettive per il 2027 e l’importanza del controllo finanziario

Il contesto economico rende ancora più rilevante la capacità delle imprese di monitorare i propri equilibri. Secondo il Credit Outlook 2026 – Mid-Year Review di Cerved Rating Agency, la probabilità media di default delle imprese italiane potrebbe passare dal 4,7% di maggio 2026 al 5% nel 2027, raggiungendo il 5,7% in uno scenario economico più severo.

Queste stime richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di controllo, soprattutto nelle aziende caratterizzate da margini contenuti o da una maggiore esposizione finanziaria. La capacità di anticipare le difficoltà diventa così parte integrante della strategia competitiva, non soltanto una misura da adottare quando emergono segnali di crisi.

La solidità aziendale passa anche dalla fiducia

Una gestione strutturata produce effetti che vanno oltre i risultati economici. Banche, fornitori e investitori considerano infatti anche la qualità delle informazioni disponibili, l’affidabilità delle previsioni e la capacità dell’impresa di rispettare gli impegni. Nella prospettiva di Fabio Splendori, la fiducia si consolida attraverso la trasparenza e la coerenza tra obiettivi, decisioni e risultati. Un patrimonio che può rivelarsi particolarmente importante quando un’azienda deve negoziare nuove condizioni finanziarie o affrontare un percorso di rilancio.

Competitività e governance, dunque, non rappresentano dimensioni separate. La prima consente all’impresa di sviluppare opportunità sul mercato; la seconda contribuisce a renderle sostenibili attraverso decisioni consapevoli e responsabilità definite. È su questa integrazione che si concentra l’attività di Fabio Splendori e del team di Splendori & Partners, con l’obiettivo di affiancare proprietà e management nella gestione della complessità aziendale e nella costruzione di percorsi di sviluppo coerenti con le risorse disponibili. Per approfondire il metodo e le attività del team è possibile consultare il sito di Splendori & Partners.