Verso il voto

Il Centrodestra chiude la campagna elettorale a Padova: Meloni per Stefani, c’è anche Zaia

Il comizio si è tenuto nella serata di martedì 18 novembre 2025 al Gran Teatro Geox. Oltre alla Premier, presenti anche Salvini, Tajani, Lupi e De Poli

Il Centrodestra chiude la campagna elettorale a Padova: Meloni per Stefani, c’è anche Zaia

Il comizio conclusivo prima del silenzio in attesa del voto per le elezioni regionali di domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025. Il Centrodestra ha chiuso la sua campagna elettorale, presentandosi compatto al Gran Teatro Geox di Padova per sostenere il candidato Presidente Alberto Stefani. All’evento hanno partecipato tutti i leader dei partiti di maggioranza di governo: dalla Premier Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), ai vicepremier Salvini (Lega) e Tajani (Forza Italia), passando per Lupi (Noi Moderati) e De Poli (Unione del Centro).

Per chi ha interesse a recuperare l’evento integrale, ecco il link della chiusura della campagna elettorale del Centrodestra (in copertina: immagine da pagina Facebook Matteo Salvini).

Comizio del Centrodestra al Gran Teatro Geox di Padova

Nel frattempo, in attesa della chiusura della campagna elettorale prevista a Mestre nella serata di mercoledì 19 novembre 2025, il Centrosinistra di Giovanni Manildo ha completato la sua squadra, “promuovendo” il prof padovano Varotto come possibile assessore alla Montagna.

Zaia: “Oggi è una serata unica”

A sostegno di Stefani anche il governatore uscente Luca Zaia, che è stato proprio lui ad aprire il comizio e ad aizzare la grande folla presente al Pala Geox.

Oggi è una serata unica. Voglio subito un applauso per Stefani. Si parla tanto di quanto ho fatto in questi 15 anni, ma voglio ricordare che siamo la prima regione e comunità in termini di sanità. E poi le Olimpiadi, che arrivano in Veneto grazie ad un’idea all’inizio strampalata e che rappresenterà una grande opportunità per tutti. Che risultati mi attribuisco? Siamo i primi ad aver parlato di autonomia nel lontano 2014, anche grazie al si di 2,5 milioni di veneti nel referendum del 2017. Oggi ho firmato il mandato per le prime quattro materie. È tutto tranne che fuffa e permetterà di investire altri 300 milioni per la sanità. Ci hanno accusato della firma dell’autonomia a ridosso delle elezioni, ma noi non abbiamo bisogno di questo per vincere. Abbiamo un avversario che si chiama astensionismo.

Zaia sul palco del Pala Geox

Dobbiamo invitare i veneti a votare, in una situazione irrituale. Alberto sarà Alberto, nella continuità di quanto fatto. Qui a Padova abbiamo avviato il Policlinico, un investimento di 1 miliardo. E come dico sempre i protagonisti della politica non siamo noi, bensì i cittadini”.

Stefani: “Umiltà, determinazione e coraggio per vincere le elezioni”

Quasi fosse un passaggio di consegne, anche se spetterà all’elettorato il verdetto finale, dopo Zaia è salito sul palco il candidato Presidente del Centrodestra, Alberto Stefani.

“A tutti voi il mio grazie, e un ringraziamento speciale a Luca Zaia per aver accolto in modo magistrale questo palco. Sono felice che oggi si chiuda la campagna elettorale proprio nel giorno della firma delle pre-intese: è un segnale importante per un processo, quello dell’autonomia, iniziato qui in Veneto e destinato nei prossimi anni a produrre gli effetti che tutti i veneti attendono. Siamo orgogliosi di chiudere oggi la campagna con tutti i leader del centrodestra. Abbiamo fatto più di 350 appuntamenti, girato palmo a palmo la regione, e ovunque abbiamo trovato entusiasmo: un’energia che cresce, si accende, si fa fiera. L’energia dei veneti che vogliono guardare al futuro”.

Stefani ha evidenziato come la modalità con cui ha condotto la sua campagna elettorale sia stata quella di non rispondere ad attacchi, polemiche e provocazioni dei suoi avversari. Uno stile che intende portare avanti anche nel caso venga eletto Presidente di Regione

“Le polemiche e gli attacchi strumentali li lasciamo a chi vuole farli. Organizzare odio sui social non fa per noi: abbiamo preferito proporre idee e programmi per il Veneto”.

Dopo un breve richiamo alla storia recente dell’amministrazione in Veneto, sottolineando il buon governo di Zaia e del Centrodestra negli ultimi 15 anni, che intende proseguire, Stefani ha posto l’accento sulle prerogative:

“Abbiamo parlato di lavoro, impresa, emergenza casa, giovani, sociale, sanità. Temi che non appartengono a qualcuno per diritto divino: non esiste una presunzione di verità che non si scontri con la qualità delle idee del centrodestra. Abbiamo messo al primo posto sociale e sanità, ma a modo nostro. Per noi sociale non significa immigrazione o assistenzialismo: significa cura delle fragilità, attenzione agli anziani, modelli per una società sempre più longeva, urbanistica sostenibile, residenze integrate nel tessuto dei comuni, politiche di invecchiamento attivo.

Alberto Stefani, candidato Presidente del Centrodestra

Sociale significa anche servizi per la prima infanzia ed educativi, strumenti straordinari a supporto della natalità. Un sociale territoriale, vicino alla gente, in continuità con il grande lavoro dell’amministrazione Zaia. Abbiamo studiato modelli per affrontare l’invecchiamento della popolazione, una sfida reale che richiede coraggio e visione. E abbiamo lavorato sul tema della casa, lanciando un piano pensato anche per i giovani che oggi, a 25 o 26 anni, non possono permettersi un’abitazione. Abbiamo parlato di ambiente senza ideologia. Per noi ambiente significa rigenerazione urbana, recupero di aree degradate o dismesse, investimenti nell’economia circolare. Non blocchi del traffico né follie green europee.

Abbiamo parlato di imprese, asse portante dello sviluppo del Veneto: oltre 418.000 imprenditori che ogni giorno rischiano, innovano, contribuiscono al progresso del territorio. E abbiamo parlato di agricoltura: più di 10 miliardi di export agroalimentare solo dal Veneto. Un asset strategico da difendere anche da chi, in campagna elettorale, viene a difendere gli agricoltori dopo aver votato in Europa il taglio del 20%.

Sul lavoro siamo chiari: entro il 2030 mancheranno in Veneto oltre 280.000 lavoratori qualificati. La risposta non può essere l’immigrazione, ma l’integrazione tra formazione professionale e tecnica e mondo delle imprese. I giovani non devono sentirsi obbligati a prendere una laurea a tutti i costi. Un giovane che contribuisce al progresso del territorio è un giovane affermato, da valorizzare. Questa terra è piena di storie straordinarie: ragazzi che lavorano, che aprono imprese, che si prendono cura di un familiare.

Il suo discorso

Li abbiamo chiamati ‘Generazione Veneto‘: una generazione che ha tanto da dare e che va difesa, tutelata e messa nella condizione di costruire un futuro qui. Per questo proponiamo un campus permanente che integri scuole professionali, scuole tecniche, università e imprese innovative, per trattenere i migliori talenti. E dobbiamo permettere ai giovani di non morire fotocopie, ma di essere orgogliosamente originali. Devono uscire dai modelli sbagliati dei social e riscoprire il senso di comunità, anche attraverso la valorizzazione dell’associazionismo locale e dei municipi”.

Poi il suo discorso finale:

“La politica non è solo numeri: è valori. E questa coalizione esprime valori in carne e ossa, candidati che sono esempi nella vita e nella politica. Siamo certi che esista una maggioranza silenziosa, laboriosa, onesta, come ci ricordava Giorgio Lago. Una maggioranza che il 23 e 24 novembre darà un segnale forte. Siamo figli di una terra straordinaria, che ha trasformato il mare in un vantaggio, terreni incolti in terre fertili, lavoro e sacrificio nel miracolo del Nord-Est. Davanti alle sfide demografiche e digitali dobbiamo trasformare le difficoltà in opportunità per il Veneto. Adesso servono gli ultimi cento metri, da fare insieme. Viva il Veneto, via per via, quartiere per quartiere. Con umiltà, determinazione e coraggio andiamo a vincere queste elezioni regionali“.

Salvini e Tajani

Dopo Stefani, è stato il turno di parlare dei due vicepremier, volti principali di Lega e Forza Italia.

Innanzitutto Matteo Salvini, che ha aperto lanciando una frecciatina a Brignano:

“Che bella gente, chissà se qualche comico – vedendo questa platea – penserebbe ‘veneti popolo di ubriaconi’. L’obiettivo non è vincere, bensì stravincere. Coerenza: per tutto il Veneto questa giornata è storica. La firma per l’intesa dell’autonomia è un passaggio di libertà, innovazione e progresso. Un grazie a tutti i veneti. Nessuno pensava avremo riportato le Olimpiadi nelle Dolomiti. Stiamo lavorando mentre la sinistra chiacchiera. Abbiamo venti miliardi di lavori infrastrutturali aperti.

Matteo Salvini

Sicurezza, resto alla cronaca di queste ultime settimane. Dal pensionato di Rovigo derubato in casa che ha reagito sparando in casa a 3 ladri. So che c’è Stacchio qui e lo saluto. Grazie alla legge di legittima difesa non è indagato il pensionato, bensì i tre rapinatori. A Venezia un 24enne senza fissa dimora che derubava le persone ora è in carcere. Dalle parole ai fatti. Qualcuno del PD mi attacca perché voglio i bambini in galera. Al contrario vorrei che i giudici andassero in quelle case a salvare i bambini. Mestre, grazie ad un’altra legge della Lega, una casa è stata sgomberata dopo l’occupazione illegittima di un immigrato. Speriamo la sinistra non candidi anche lui. Venendo da Belluno a Padova ho attraversato una Pedemontana straordinaria e sono andato al comando provinciale di Vicenza per congratularmi dell’operazione di droga che ha smantellato un’organizzazione di spacciatori nigeriani. Per questo dico, in veneto, ‘Fora dae bae tutti‘. Abbiamo scelto di fare questa chiusura della campagna di martedì, perché non siamo come Landini che fa gli scioperi di venerdì o lunedì”.

Prima di concludere, Salvini ha definito Stefani “un ragazzo straordinario, cresciuto in una famiglia con mamma e papà“, chiudendo con parole di ringraziamento per Zaia:

Non esiste un vice Zaia, per questo abbiamo scelto un 33enne e un sindaco. Solo chi ha fatto il primo cittadino può farlo anche per il Veneto. Il centro destra usa i giovani per governare, la sinistra per fare casino in piazza. Voglio in chiusura ricordare il sindaco Gentilini: un modello, un grande sindaco e alpino. E di quest’ultimi, in questo momento storico, c’è davvero bisogno”.

A questo punto è stato il turno di Tajani.

Ho grande ammirazione per questa zona d’Italia. Il Veneto è una Regione all’avanguardia, produttiva, europea. Ha saputo rimboccarsi le maniche, trasformando le paludi in grandi industrie. Per questo ho grande ammirazione. Stefani è all’altezza di guidare il Veneto ed è il futuro. Vogliamo vincere per continuare il lavoro intrapreso e proseguire quanto già fatto. E sulla sanità voglio esprimere l’ammirazione più completa alla realtà veneta, giusto oggi che abbiamo rinnovato il contratto nazionale dei medici”.

Il gran finale della Premier Meloni

Per ultima, ma non per importanza, la Premier Giorgia Meloni, accolta dal pubblico del Gran Teatro Geox con uno sventolare di bandiere di Fratelli d’Italia.

La Presidente del Consiglio, innanzitutto, ha voluto ringraziare alleati e rappresentanti politici del Veneto, senza però citare Zaia.

Vogliamo portare ancora più in alto questa terra. Vedo tante cose belle e la determinazione di difendere queste idee. Vogliamo governare nel migliore dei modi. Voglio ringraziare Salvini, Tajani, Lupi, De Poli, i partiti di riferimento e un ringraziamento particolare a Fratelli d’Italia. E lo dico con il cuore qui e vale per tutta Italia e in particolare qui: se non avessi un partito coeso e generoso alle mie spalle, non potrei fare il mio lavoro come lo faccio. Siamo su questo palco insieme come da 30 anni a questa parte. Questa non è un’alleanza di comodo e un cartello elettorale. Quello che vedete sul palco è una comunità di idee. Lavoriamo spalla a spalla per dare risposte ai cittadini. Da anni stravolgiamo i pronostici dei nostri avversari. L’Italia è tornata una nazione seria e consapevole di quello che rappresenta, come ha sostenuto il Financial Times non più tardi di una settimana fa. Non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno. E la tempesta finanziaria prevista, ve la ricordate? La lista dei ministri tecnici? In tanti tifavano per questo, i nostri avversari lo speravano, anche se poi sono gli italiani a pagarla.

 

Gente che preferisce governare sulle macerie anziché una nazione che cresce. Negli ultimi anni la borsa cresce, lo spread è basso e così risparmiamo decine di miliardi interessi. Dicevano che avremmo favorito gli evasori e invece registriamo dati record, senza vessare i cittadini onesti. Abbiamo fatto una riforma fiscale attesa da 50 anni. In 3 anni stiamo portando l’occupazione al livello più alto di sempre, con una disoccupazione in Veneto al di sotto del 3%. Lo abbiamo fatto con scelte di buon senso e sostenendo le imprese che assumono, abolendo il reddito di cittadinanza.

Questa Regione è un modello nell’eccellenza delle sue scuole superiori tecniche e nella formazione professionale che danno la possibilità a 418mila aziende, che portano nel mondo quasi 80 miliardi di euro di produzione, di crescere grazie a imprese in tutti i distretti, nelle comunità, vogliamo continuare a rafforzare la sanità con le case della comunità: abbiamo visto crescere il bonus famiglia e i congedi familiari. Il Veneto fa 8 miliardi dei 45 miliardi delle eccellenze agro alimentari che rendono l’Italia una potenza a livello mondiale”.

Qui di seguito, invece, le parole della Premier sulla riforma della giustizia:

Ad Alberto Stefani sono stati riservati gli ultimi minuti del suo discorso durato più di una mezz’ora:

“Per questa regione abbiamo messo in campo un programma vero e serio, che non gioca con le illusioni o promette miracoli. Puntiamo ai risultati. Parleremo di infrastrutture, lavoro, casa, incentivi alla natalità e diritto allo studio. Mettiamo al centro i territori, la comunità e la sicurezza. Abbiamo scelto come portabandiera di questa nuova stagione una persona vera, con qualità umane e politiche che non si possono improvvisare: Alberto Stefani. Combatte per le sue idee da quando aveva 15 anni, esattamente come me. A vent’anni era in consiglio comunale, a 25 in parlamento e a 26 si è messo in gioco diventando sindaco di Borgoricco, rinunciando all’indennità. Con le elezioni del 2022 è stato riconfermato alla Camera dove si occupa, con grande capacità, di temi come la tutela dei più fragili, il contrasto al disagio giovanile e la lotta alla violenza contro le donne e i minori.

Giorgia Meloni e Alberto Stefani

Oltre alla condivisione dei gusti musicali, c’è un’altra cosa che mi rende orgogliosa di lui: Alberto non ha paura di dire chi è, di raccontare la sua fede, i suoi ideali e i suoi valori. Oggi si mette a disposizione del Veneto con al suo fianco una squadra forte. Sono certo che lo farà con una numerosa e qualificata pattuglia di consiglieri e assessori di Fratelli d’Italia”.