Sul Brenta

A Padova verrà realizzato il ponte ferroviario a campata unica più lungo d'Italia

L’intervento necessario per adeguare a doppio binario l’attraversamento del fiume Brenta, ad oggi ultimo tratto a binario unico della linea Padova-Castelfranco.

A Padova verrà realizzato il ponte ferroviario a campata unica più lungo d'Italia
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Raddoppio Padova-Vigodarzere e nuovo ponte sul Brenta: firmato il protocollo d'intesa tra Regione Veneto e Rfi per la realizzazione del ponte ferroviario a campata unica più lungo d'Italia.

A Padova verrà realizzato il ponte ferroviario a campata unica più lungo d'Italia

Regione Veneto e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per la realizzazione dei lavori di raddoppio della Padova –Vigodarzere, sulla linea Padova – Castelfranco Veneto – Montebelluna, grazie ad un finanziamento promosso dalla Regione di 40 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

La Regione ha sviluppato negli ultimi due anni il progetto esecutivo con proprie risorse ed ora con la firma del Protocollo, RFI si occuperà della costruzione del nuovo ponte che, con i suoi 100 metri, diventerà il ponte ferroviario a campata unica più lungo d’Italia.

Niente più "collo di bottiglia" sulla tratta

L’intervento è necessario per adeguare a doppio binario l’attraversamento ferroviario del fiume Brenta che rappresenta ad oggi l’ultimo tratto a binario unico della linea Padova – Castelfranco, e costituisce quindi un cosiddetto “collo di bottiglia” che influisce sulle prestazioni generali della linea.

“Dedico questa opera fondamentale e attesa a tutti quelli che continuano a parlare ogni giorno delle infrastrutture venete, ma da bordo campo - dice il Presidente del Veneto, Luca Zaia - la Regione ha sviluppato il progetto esecutivo, trovato i finanziamenti e in sinergia con Rfi restituirà al territorio un’opera di cui c’è assoluta necessità per garantire al traffico ferroviario di assolvere sempre di più al proprio compito, che è quello di spostare cose e persone sempre meglio e sempre di più, in maniera sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Abbiamo elettrificato in pochi anni il Bellunese e stiamo ancora procedendo, in otto anni abbiamo attivato la Pedemontana...e avanti così, la Giunta fa, i nostri tecnici lavorano pancia a terra, gli altri parlano”.

E ancora:

“Con la sigla del Protocollo – ha dichiarato la Vicepresidente e Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti – vediamo chiaramente, per quanto riguarda quest’opera, la luce in fondo al tunnel. La strada era impervia e in salita anche a causa del difficile periodo a cui ci ha costretti il COVID 19, ma abbiamo raggiunto ugualmente il risultato.”

“Parliamo - ha spiegato De Berti - di un’opera che il territorio attendeva da tantissimi anni. Di fatto sarà eliminata una strozzatura che il servizio ferroviario aveva in corrispondenza con l’attuale ponte sul Brenta e ciò permetterà di potenziare l’intero collegamento tra Padova e Belluno. Un’infrastruttura unica, anche per il suo eccezionale e avveniristico impianto architettonico e di design. Un intervento molto delicato ed importante, fortemente voluto dalla Regione Veneto: la cura del ferro, cioè l’investimento in infrastrutture, è una progettualità vera e concreta di cui i nostri cittadini beneficeranno in termini di efficacia ed efficienza”.

Gli interventi collegati

A completamento dei lavori saranno effettuati interventi di mitigazione ambientale con l’installazione di barriere antirumore e paesaggistiche, con la cura delle aree verdi limitrofe, oltre all’adeguamento dei percorsi ciclopedonali già esistenti.

Il progetto prevede, inoltre, interventi di riqualificazione sulla stazione di Vigodarzere e sui sottopassi di via Semitecolo, via Vittoria, via Roma, insieme alla realizzazione di alcune opere civili e idrauliche.

La conclusione dei lavori, che permetteranno di aumentare lungo la linea la frequenza e la regolarità delle corse, sia passeggeri che merci, è prevista entro fine 2026.

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