L'incontro

Sospensione attività zuccherificio Pontelongo, tavolo di confronto in Regione: “Rischio che non riapra più”

L'assessore regionale all'Agricoltura, Dario Bond: "Necessaria attivazione urgente di un tavolo interministeriale: bisogna trovare soluzioni per abbattere costi energetici a carico dell’azienda"

Sospensione attività zuccherificio Pontelongo, tavolo di confronto in Regione: “Rischio che non riapra più”

Nella mattinata di mercoledì 5 marzo 2026, si è svolto il tavolo di confronto convocato dalla Regione Veneto con le organizzazioni agricole, le categorie economiche e i sindacati dopo l’annuncio della sospensione dell’attività da parte di CoproB dello zuccherificio di Pontelongo.

“La sospensione dell’attività produttiva dello zuccherificio di Pontelongo per il 2026 non può diventare il primo passo verso la chiusura definitiva dell’impianto. Il rischio che abbiamo davanti è concreto: che lo stabilimento di Pontelongo non riapra più – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura del Veneto, Dario Bond – Parliamo di un sito che coinvolge tra i 180 e i 200 lavoratori, di cui circa un centinaio stagionali, oltre a un indotto agricolo molto più ampio fatto di aziende agricole, contoterzisti, trasportatori e servizi collegati alla filiera della barbabietola”.

Zuccherificio di Pontelongo – Clicca per navigare la mappa

Richiesta di un tavolo interministeriale

Al termine dell’incontro è stato condiviso un documento indirizzato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, con la richiesta di attivare con urgenza un tavolo interministeriale per affrontare la crisi del comparto saccarifero.

Il documento è stato sottoscritto dall’assessore Bond, dal sindaco di Pontelongo Lisa Bregantin, dai rappresentanti di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil.

La situazione del settore in Italia è oggi estremamente delicata – ha spiegato Bond – I dati parlano chiaro: attualmente lo stabilimento di Pontelongo registra circa 4.600 ettari di barbabietola contrattualizzata, mentre quello di Minerbio circa 14.500. Con queste dimensioni il rischio di una crisi nazionale dello zucchero italiano è ormai concreto, anche alla luce di una situazione internazionale che incide pesantemente sul prezzo dello zucchero, oggi attestato attorno ai 430 euro a tonnellata.

L’assessore regionale all’Agricoltura del Veneto, Dario Bond

Al Governo abbiamo chiesto pertanto l’attivazione urgente di un tavolo interministeriale al fine di individuare soluzioni industriali per l’abbattimento dei costi energetici a carico dell’azienda, così da renderla competitiva nel mercato globale – ha aggiunto l’assessore regionale – Ciò permetterebbe di avviare un percorso che garantisca maggiore produttività, la necessaria salvaguardia dei posti di lavoro, sia stabili sia stagionali, in una prospettiva di medio e lungo periodo, e di tutelare l’agricoltura italiana nell’ottica fondamentale della salvaguardia della filiera nazionale dello zucchero, in un contesto di sovranità alimentare. Abbiamo ritenuto necessario parlare con una sola voce, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori, perché il rischio di una chiusura del sito è purtroppo tangibile”.

Ridurre il costo dell’energia e rafforzare ricerca e strumenti tecnici

Tra le priorità individuate dal tavolo vi è proprio la riduzione del costo dell’energia:

“E’ necessario verificare tutte le possibili leve che consentano di ridurre i costi energetici e di sistema che oggi gravano su CoproB per circa 18 milioni di euro all’anno tra energia e trasporti. Gli zuccherifici debbono essere equiparati agli altri impianti energivori che già beneficiano di riduzioni degli oneri di sistema e di specifiche agevolazioni fiscali. Senza questo intervento strutturale la competitività dello zucchero italiano resta fortemente penalizzata”.

Il tavolo di confronto in Regione

Nel confronto con le categorie è emersa anche la necessità di rafforzare la ricerca e gli strumenti tecnici a disposizione degli agricoltori:

“Dobbiamo investire con decisione nella ricerca – ha spiegato Bond – per sviluppare varietà di barbabietola più resistenti ai parassiti e capaci di adattarsi meglio ai cambiamenti climatici. Allo stesso tempo è necessario affrontare il tema delle fitopatie che stanno colpendo le coltivazioni, prevedendo quando necessario l’utilizzo di molecole in deroga per contrastare le emergenze sanitarie delle colture”.

“Difendere la filiera dello zucchero”

Infine l’assessore ha richiamato l’attenzione anche sulle imprese agromeccaniche e sull’indotto della filiera:

“Non dobbiamo dimenticare i contoterzisti – ha concluso Bond – che negli anni hanno investito in macchinari specifici per la coltivazione e la raccolta della barbabietola e che oggi rischiano di subire pesanti ripercussioni economiche. Difendere la filiera dello zucchero significa tutelare tutti gli anelli di questo sistema produttivo.

Dario Bond e l’assessore al Bilancio Filippo Giacinti

La richiesta che rivolgiamo al Governo – ha concluso l’assessore – è chiara: aprire rapidamente un tavolo nazionale che consenta di individuare soluzioni concrete per salvaguardare i posti di lavoro, sostenere gli agricoltori e garantire un futuro alla produzione di zucchero italiano”.

“Nel Bilancio di previsione intervento di 600mila euro”

All’incontro è intervenuto anche l’assessore al Bilancio Filippo Giacinti:

“Non si tratta soltanto di un problema economico e industriale, ma anche di un tema sociale, perché dietro ogni lavoratore c’è una famiglia. In questa vicenda credo che tutti debbano fare la propria parte, a partire dalle istituzioni. Nel Bilancio di previsione che abbiamo appena predisposto, approvato dalla Giunta e ora all’esame delle Commissioni consiliari, è previsto un intervento di 600.000 euro, reperiti attraverso un’attenta operazione di spending review. Dal tavolo sono emerse criticità che riguardano tutta la filiera e che richiedono l’impegno di tutte le parti per affrontare questa situazione”.