Riapertura delle attività

#Padovanonsiferma, ieri l’incontro con l’assessore Marcato

"La Regione sarà sempre al vostro fianco: pronti a riaprire secondo il protocollo regionale"

#Padovanonsiferma, ieri l’incontro con l’assessore Marcato
Padova, 16 Maggio 2020 ore 10:54

Venerdì 15 maggio l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato ha incontrato baristi, ristoratori, pasticceri e panettieri dell’Associazione #PadovaNonSiFerma.

Il grazie di Marcato per il sostegno agli operatori sanitari

L’assessore ha prima di tutto ringraziato l’associazione che, contando su 100 soci fondatori ha distribuito 10.000 pasti a operatori sanitari e persone in difficoltà, durante il periodo di lockdown.

“Prima di tutto devo ringraziarvi anche a nome del Presidente Zaia per l’importante lavoro che avete fatto – sottolinea Marcato – avete dimostrato concretamente perché Padova è stata scelta come capitale europea del volontariato. Non è un caso. La generosità è nel nostro e vostro DNA”.

Il tema della ripartenza

Tema fondamentale dell’incontro è stato quella della ripartenza e delle regole poste dall’INAIL per le riaperture e quale sia il margine di discrezionalità rispetto a schede INAIL sul quale può agire la Regione.

“Nei giorni scorsi assieme alle associazioni di categoria abbiamo raccolto tutte le istanze dei vostri rappresentanti – ha spiegato l’assessore regionale allo sviluppo economico – sulla base di queste indicazioni abbiamo confezionato un nostro manuale di aperura dei locali che è completamente diverso da quello previsto da INAIL. Se i nostri ristoranti, bar, pasticcerie e alberghi dovessero applicare pedissequamente quanto previsto da INAIL la stragrande parte dei nostri esercizi non potrebbe aprire”.

Marcato: “Senza deroghe lasciamo chiusi i locali”

“Non possiamo trasformare i nostri locali in sale operatorie – ha continuato Marcato –  se il Comitato tecnico sostiene che sono linee imprescindibili allora lasciamo chiusi i locali ma serve una linea di aiuto ad hoc per questi esercizi in modo che possano sopravvivere. Non si possono far morire le attività per decreto. Un’attività che chiude non è solo un imprenditore che fallisce: si perdono conoscenze, know how, storia, tradizioni, si perde un patrimonio umano e sociale”.

“Non possiamo permetterci il lusso di perdere il patrimonio che voi rappresentate – chiude l’assessore – la Regione ha preparato un manuale che tiene conto delle esigenze sociosanitarie, preparato dalla direzione prevenzione sulle indicazioni raccolte da voi. Noi siamo pronti a riaprire tutto quel che è possibile. Attendiamo le indicazioni del Governo. L’auspicio è che si possa riaprire tutto con il nostro protocollo che rispetta sia l’aspetto sanitario che la sostenibilità finanziaria delle vostre attività”.

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