La lettera

Crisi imprese, i pubblici esercizi padovani si appellano al presidente Mattarella

Sarà inviata una lettera con la firma di centinaia di esercenti, dipendenti e familiari.

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L’invito al Presidente è di prestare la massima attenzione alle esigenze delle imprese.

Crisi imprese, i pubblici esercizi padovani si appellano al presidente Mattarella

Non si ferma l’azione di APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) per cercare di tutelare le imprese dall’aumento-domino dei costi, non solo energetici, ma anche delle materie prime, dei trasporti e dei servizi.

Sono circa 3.000 i pubblici esercizi di Padova e provincia, con oltre 13.000 dipendenti e collaboratori che lavorano nel settore. Secondo le più recenti proiezioni, si stima che a fine anno circa il 15% di queste attività sarà costretta a chiudere, lasciando senza lavoro poco meno di 2.000 famiglie.

Dopo le manifestazioni, gli incontri con i politici e i suggerimenti sulle azioni da mettere in campo per il risparmio energetico, è stata così scritta una lettera, indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sarà firmata, dal Presidente APPE, Erminio Alajmo, dalla Presidente del Gruppo Pasticceri, Federica Luni, ma anche da centinaia di esercenti titolari di bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie: tutte imprese del comparto della somministrazione di alimenti e bevande.

«Non c'è più tempo – esordisce Federica Luni – questa volta abbiamo deciso di rivolgerci direttamente alla Primo Cittadino del nostro Paese».

«Tutti bravi a parlare di enogastronomia come fiore all'occhiello del nostro Paese, come volano dell'economia turistica, e poi? E poi dopo quasi un anno di aumenti ininterrotti di costi generali assistiamo ad una imbarazzante immobilità politica».

La richiesta

Il contenuto della lettera è semplice e incisivo: un appello al Presidente affinché venga garantita un’attenzione particolare al settore dei pubblici esercizi.

«Non è un invito – specifica la Dirigente Appe – fine a sé stesso: il nostro settore è quello che durante la pandemia ha sofferto più di tutti, è un settore fragile, perché composto da micro-imprese, quasi sempre di carattere familiare, che in questi ultimi due anni e mezzo si sono indebitate fino al collo per poter restare aperte. L’aumento dei costi – prosegue – non solo energetici, ma anche delle forniture, è stata la mazzata finale che ci mette definitivamente in ginocchio».

"Vorremmo un incontro"

La lettera si conclude con la richiesta di incontro rivolta al Presidente Mattarella.

«Poter incontrare – conferma Federica Luni – il Presidente e potergli riportare di persona le gravissime difficoltà che stiamo affrontando, sarebbe per noi un onore e rappresenterebbe un ulteriore tentativo a tutela per tutti gli esercenti che con il cuore, stanno facendo di tutto per mantenere vive le proprie attività».

La raccolta delle firme proseguirà fino a lunedì 17 ottobre, giorno in cui la lettera-appello sarà inviata al Presidente Mattarella.

 

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