Preoccupazione

Comparto casa, Confartigianato: "Ci sono 80 milioni di euro congelati nei cassetti fiscali delle aziende padovane"

Nei giorni scorsi i due presidenti di Confartigianato e Cna Padova, Gianluca Dall’Aglio e Luca Montagnin, hanno inviato una missiva al Prefetto di Padova Raffaele Grassi per richiedere un incontro.

Comparto casa, Confartigianato: "Ci sono 80 milioni di euro congelati nei cassetti fiscali delle aziende padovane"
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I Presidenti di Confartigianato e Cna Padova, Gianluca Dall’Aglio e Luca Montagnin esprimono grande preoccupazione per le loro aziende associate.

Comparto casa, Confartigianato: "Ci sono 80 milioni di euro congelati nei cassetti fiscali delle aziende padovane"

“Ci sono 80 milioni di euro congelati nei cassetti fiscali delle aziende artigiane padovane del comparto casa. Ci aspettiamo che il Governo intervenga con tempestività per risolvere una situazione che riguarda 1000 imprese solo in provincia di Padova”.

I Presidenti di Confartigianato e Cna Padova, Gianluca Dall’Aglio e Luca Montagnin esprimono grande preoccupazione per le loro aziende associate che appartengono al comparto delle costruzioni, dell’impiantistica e del relativo indotto, in merito alla situazione che si è venuta a creare a seguito del grave stato di incertezza, generato prima dalla lunga gestazione del Decreto Aiuti ed ora dalla conversione in legge del provvedimento stesso.

Il presidente Luca Montagnin

Nei giorni scorsi hanno inviato una missiva al Prefetto di Padova Raffaele Grassi per richiedere un incontro. L’obiettivo è sottoporre alla sua attenzione la situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi.

“In particolare – spiegano – vogliamo illustrare al Prefetto le difficoltà legate ai numerosi crediti non più cedibili e fermi nei cassetti fiscali delle aziende per effetto delle tante evoluzioni che il provvedimento ha subito negli ultimi mesi e in conseguenza al grande successo ottenuto della misura della cessione del credito, legata a Bonus e Superbonus, che ha portato molti istituti di credito ad esaurire la propria capienza fiscale, per effetto degli acquisti di crediti fin qui effettuati, come testimoniato dal Presidente dell’ABI Patuelli al recente Festival dell’Economia di Trento”.

Le due associazioni temono che la situazione di tensione finanziaria possa generare il ricorso al credito mediante “piattaforme non convenzionali”, con l’evidente rischio di infiltrazioni da parte di operatori spregiudicati. Più volte, infatti, come già emerso in passato, la situazione di tensione finanziaria risulta essere l’ambito preferito di chi voglia realizzare affari illeciti, sulle spalle di chi deve garantire un futuro ai propri collaboratori e alla propria azienda. Nel rivolgersi al Prefetto, Dall’Aglio e Montagnin hanno spiegato:

“Vogliamo rappresentare la grande preoccupazione dei nostri imprenditori per il futuro delle proprie aziende e delle proprie famiglie, visto che molto spesso queste due dimensioni, quando si parla di artigianato, risultano essere coincidenti”.

Confartigianato e Cna fanno riferimento a 10.186 imprese padovane dei settori, edili, installazione di impianti, finestre in legno e in metallo, iscritte alla Camera di commercio di Padova e a centinaia di migliaia di cittadini che in questo momento si stanno rivolgendo loro per riqualificare le proprie case.

“Lo strumento del Superbonus ha rilanciato l’economia italiana del post pandemia – spiega il Presidente di Confartigianato Imprese Padova Gianluca Dall’Aglio -. Non vogliamo che una misura sulla quale abbiamo riposto tante speranze diventi, invece, causa di chiusura per le nostre imprese. Anzi, crediamo che vada perfezionata ed allargata alle aziende che oggi hanno bisogno di installare pannelli fotovoltaici sui loro tetti, per poter affrontare l’emergenza energetica. Lo stop del Governo rispetto al futuro del provvedimento, già di fatto preannunciato dalle decisioni sulle limitazioni nella cessione dei crediti, è un atto preoccupante. Un altro grave problema che si abbatte sulle nostre imprese”.

“La priorità per le nostre imprese è quella di vedere sbloccati i crediti, condizione necessaria per non rischiare crisi di liquidità che impedirebbero di pagare tasse, fornitori e dipendenti – commenta il presidente di CNA Padova Luca Montagnin – Se le intenzioni del Governo sono quelle di andare verso uno stop del Superbonus chiediamo di valutare attentamente le conseguenze, ma in ogni caso di annunciare una data certa che consenta alle imprese di programmare le loro attività. Ci sono lavori in corso che vanno portati a termine con le scadenze già definite, cioè quelle del 30% del completamento entro il 30 settembre. Ulteriori modifiche del provvedimento o delle scadenze sarebbero un pessimo segnale per questo settore che stava contribuendo in maniera decisiva alla ripresa economica del Paese”.

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