Crisi energetica

Bollette e carburanti: a Padova rincari per 143,7 milioni di euro dopo il conflitto in Iran

L'analisi della CGIA evidenzia l'impennata di gas e petrolio mentre i metalli industriali restano stabili

Bollette e carburanti: a Padova rincari per 143,7 milioni di euro dopo il conflitto in Iran

Dall’inizio del conflitto in Iran abbiamo potuto notare un rincaro dei carburanti derivanti alla chiusura dello stretto di Hormuz. Tuttavia, le altre materie prime sono rimaste abbastanza stabili secondo l’Ufficio studi della CGIA, ma le famiglie di Padova potrebbero comunque subire un contraccolpo da ben 143,7 milioni di euro di rincari.

L’aumento dei prezzi dall’inizio del conflitto

In particolare, il prezzo dei combustibili fossili è impennato, il petrolio è aumentato del 42% mentre il gas del 59,4%. Se i prezzi erano già aumentati quando la Russia ha invaso l’Ucraina, l’attacco statunitense-israeliano ha segnato maggiormente gli equilibri commerciali, soprattutto per via della chiusura dello stretto di Hormuz.

Prossimamente potrebbe esserci una svolta e una conseguente diminuzione dei prezzi visto che il Presidente americano ha esortato le navi a passare comunque, anche se non può essere ancora considerato sicuro.

Il confronto tra l’invasione russa e l’aggressione all’Iran

I due conflitti hanno molte similitudini per quanto riguarda l’aumento dei prezzi per i carburanti e il gas, ma sembra che quest’ultima guerra possa essere gestita più facilmente dai mercati internazionali. Infatti, a quindici giorni dall’inizio dell’invasione russa, i prezzi delle materie prime erano incrementati notevolmente: nickel aumentò del 93,8 per cento, quello del gas del 48 per cento, mentre i cereali subirono forti tensioni con il granoturco in crescita del 30,3 per cento e il frumento del 29,2 per cento. Anche l’energia e i metalli industriali furono coinvolti nella fiammata dei prezzi: il petrolio salì del 16,3 per cento e l’alluminio dell’8,3.

Confronto evoluzione prezzi materie prime/merci dopo 15 giorni dall’inizio del conflitto in Iran

Uno dei principali motivi è proprio la posizione dei due paesi che sono ed erano di vitale importanza per il commercio dei metalli e per la produzione energetica.

Confronto variazione percentuale prezzi materie prime dopo 15 giorni dall’inizio delle azioni militari

Attualmente, il conflitto in Medio Oriente sembra essere più “gestibile”, almeno per il momento. Infatti, la preoccupazione di un possibile allargamento dei fronti di guerra e la durata degli scontri potrebbero comunque ribaltare la situazione proprio per il loro peso nella produzione energetica globale.

L’impatto economico sulle famiglie di Padova

Un altro problema collegato all’energia è proprio quello delle bollette. Di fatto, Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero vedere un aumento medio di 350 euro all’anno.

Secondo questi dati, solo in Veneto si raggiungerebbero i 751,8 milioni di euro per le 2,1 milioni di famiglie presenti sul territorio e i cittadini più colpiti sarebbero i padovani con ben 143,7 milioni di rincaro.

Stima aggravio complessivo di spesa per elettricità e gas in capo alle famiglie

Per evitare che nei prossimi mesi possano aumentare le bollette, secondo il CGIA servono più interventi in contemporanea. In particolare, il Governo dovrebbe intervenire sulla componente fiscale, come andare a modificare temporaneamente l’accise o l’Iva dei carburanti.

Inoltre, bisogna considerare anche le spese per luce e gas: se venissero diminuite le imposte fiscali, il potere di acquisto dei cittadini rimarrebbe invariato, permettendo così di mantenere e migliorare la competitività delle pizzo e medie imprese.

Tuttavia, a ciò bisognerebbe affiancare anche un controllo di vigilanza per evitare eventuali speculazioni, soprattutto nel campo energetico. Infatti, una strategia potrebbe essere quelle di rafforzare le scorte strategiche e i meccanismi di acquisto del gas, contemporaneamente all’aumento della diversificazione dei fornitori.