L’analisi “Città e demografia d’impresa”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio su 122 città italiane, rileva che tra il 2012 e il 2025, nella Penisola sono scomparsi 156 mila punti vendita tra commercio al dettaglio e ambulante, una cifra che rappresenta oltre un quarto del totale delle attività commerciali presenti all’inizio del periodo.
Il quadro che emerge è quello di una desertificazione commerciale sempre più accelerata: nel 2025 il tasso medio annuo di chiusura delle attività raggiunge il 3,1%, contro il 2,2% registrato nelle analisi precedenti. Il fenomeno colpisce soprattutto i Comuni del Nord, lasciando molti locali sfitti e segnando un drastico ridimensionamento del commercio tradizionale.
Qui di seguito, vi lasciamo l’approfondimento circa la situazione a livello nazionale, proseguendo invece con il dettaglio della nostra città, perché anche Padova non se la passa affatto bene.
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Anche Padova soffre la desertificazione dei negozi
“Se non fosse che di guerre vere ce ne sono più di una, verrebbe quasi da dire che i dati sulla desertificazione dei negozi, anche per Padova, è un bollettino di guerra”.
E’ con queste parole che Confcommercio Padova apre la sua nota stampa, analizzando il crescente fenomeno della chiusura di attività al dettaglio, tra negozi e ambulanti.
Nel dettaglio, a Padova, tra il 2012 e il 2024, il saldo negativo tra aperture e chiusure segnava 401. Il dato aggiornato al 2025 sale a 421 e non c’è ambito commerciale che non subisca un arretramento, fatti salvi l’e-commerce, il settore computer e telefonia e, in parte, il comparto della ristorazione.
Le 1.051 imprese che animavano il centro cittadino nel 2012 sono diventate 862 nel 2025 e le 1.121 che popolavano i quartieri 13 anni fa sono adesso 889. Persino i bar hanno dovuto restringere la loro presenza. Erano 320 in centro e 254 nei quartieri nel 2012; adesso sono 237 in centro e 192 in periferia.
Va un po’ meglio per i ristoranti che nel 2012 erano 162 in centro e 161 nei quartieri e nel 2025 sono 196 in centro e 180 nei quartieri. Stabili rosticcerie, pasticcerie e gelaterie che da 90 in centro e 150 fuori sono diventate 95 in centro e 149 fuori.
Chi però ha subito la contrazione maggiore sono mobili e ferramenta che da 116 (centro) e 101 (non centro) diventano 61 e 87; abbigliamento e calzature che da 222 (centro) e 116 (non centro), diventano 139 e 70. Ridotti al lumicino i distributori di carburanti: se in centro, anche per le norme che regolano queste attività, sono passati da 10 a 7, nel resto del comune sono diventati 22 rispetto ai 57 di 13 anni fa.
Qui di seguito, la tabella dettagliata con la progressione del numero di attività commerciali in città (CS = Centro Storico; NCS = Non Centro Storico – Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne). Per leggere correttamente i dati da cellulare, ruotare il dispositivo in orizzontale.
| Imprese del comune di Padova | 2012 CS (*) | 2012 NCS (*) | 2019 CS (*) | 2019 NCS (*) | 2025 CS (*) | 2025 NCS (*) |
| Commercio al dettaglio | 1.051 | 3.01 | 962 | 1.040 | 862 | 889 |
| esercizi non specializzati (alimentari e non alimentari) | 57 | 49 | 36 | 37 | 35 | 36 |
| prodotti alimentari, bevande | 110 | 136 | 103 | 115 | 83 | 110 |
| tabacchi | 69 | 80 | 61 | 74 | 58 | 72 |
| farmacie | 34 | 36 | 35 | 42 | 39 | 42 |
| computer e telefonia | 21 | 16 | 34 | 24 | 36 | 23 |
| mobili e ferramenta | 116 | 101 | 79 | 132 | 61 | 87 |
| libri e giocattoli | 69 | 63 | 49 | 49 | 50 | 44 |
| edicole | 37 | 62 | 30 | 38 | 17 | 26 |
| abbigliamento e calzature | 222 | 116 | 173 | 93 | 139 | 70 |
| profumerie, fiori, gioiellerie | 216 | 203 | 209 | 161 | 206 | 127 |
| carburante per autotrazione | 10 | 57 | 11 | 29 | 7 | 22 |
| commercio al dettaglio ambulante | 57 | 156 | 71 | 177 | 45 | 133 |
| e-commerce, porta a porta, distributori automatici | 33 | 46 | 71 | 69 | 86 | 97 |
| Alberghi, bar, ristoranti | 644 | 593 | 637 | 594 | 603 | 559 |
| alberghi | 52 | 20 | 38 | 16 | 35 | 15 |
| altre forme di alloggio | 20 | 8 | 28 | 15 | 40 | 23 |
| bar | 320 | 254 | 282 | 222 | 237 | 192 |
| ristoranti | 162 | 161 | 193 | 184 | 196 | 180 |
| rosticcerie, gelaterie, pasticcerie | 90 | 150 | 96 | 157 | 95 | 149 |
“Nel 2035 rischiamo di diventare una città fantasma”
A fronte di questi dati, la preoccupazione è grande:
“La desertificazione dei negozi – commenta il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – è certamente un problema economico che diventa problema sociale e di coesione: ogni saracinesca che si abbassa, ogni vetrina che si spegne significa meno sicurezza, meno servizi, meno attrattività e meno socialità in città. Lo andiamo dicendo da tempo e il lavoro del nostro Ufficio Studi confederale lo conferma: senza efficaci e tempestivi interventi di rigenerazione urbana, entro il 2035 rischiamo che anche Padova possa diventare una città fantasma.

Ovviamente – continua Bertin – nessuno ha in mano la bacchetta magica però, se vogliamo scongiurare questa prospettiva, servono politiche nazionali e strategie condivise tra istituzioni, imprese e territori capaci di coniugare competitività, sostenibilità e qualità della vita. Ma soprattutto, è necessario sostenere il commercio di prossimità con politiche fiscali meno vessatorie, un accesso al credito più facile, meno farraginoso e meno costoso e misure ad hoc per affrontare la transizione economica.
E poi va affrontata con decisione la questione dei negozi sfitti. Quegli oltre 9mila locali che in Veneto rimangono in una sorta di limbo, sono una potenzialità non espressa. Riqualificarli richiede collaborazione con le controparti interessate e gli Enti locali ma anche una politica fiscale (leggasi, ad esempio, cedolare secca anche per i negozi) può fare molto al riguardo”.