Tema sicurezza

Zona rossa attorno alla stazione di Padova: estesa fino al 4 maggio 2026. La decisione crea non pochi malumori

Diverse realtà cittadine e gruppi di residenti hanno manifestato il proprio dissenso in un presidio organizzato mercoledì 18 febbraio 2026 davanti alla Prefettura

Zona rossa attorno alla stazione di Padova: estesa fino al 4 maggio 2026. La decisione crea non pochi malumori

La decisione era nell’aria da giorni e ha trovato conferma ufficiale mercoledì 18 febbraio 2026: la Zona rossa a Padova non si ferma, ma anzi è stata estesa fino al prossimo 4 maggio 2026. Durante la riunione del Cosp (Comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica), il prefetto Giuseppe Forlenza ha stabilito di prolungare la sorveglianza speciale per coprire un arco temporale delicato, che include le festività pasquali e i ponti del 25 aprile e del Primo maggio.

L’area attorno alla stazione, blindata dallo scorso dicembre, resterà dunque sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine in attesa che il nuovo decreto sicurezza nazionale, previsto per marzo, possa rendere strutturali queste misure di controllo su tutti gli scali ferroviari italiani.

Geografia di un quadrante sotto osservazione

Il perimetro dell’ordinanza non cambia e continua a stringere in un unico quadrilatero le vie attorno al piazzale Ferrovia.

I fari restano accesi tra via d’Avanzo, viale Codalunga, via Goldoni, via Annibale da Bassano e via Tommaseo. Proprio in quest’ultimo tratto si concentra una delle sfide più accese, poiché ospita le cucine popolari, realtà difesa con vigore dalle autorità religiose locali che ne rivendicano l’orgoglio e la funzione sociale.

Nonostante il sindaco Sergio Giordani e i suoi collaboratori abbiano espresso a più riprese una visione differente, parlando di una zona ormai rientrata nei binari della normalità, la linea ministeriale prosegue la sua applicazione territoriale nel quartiere.

A dare forza alla scelta della Prefettura sono i numeri raccolti sul campo e presentati dal questore Marco Odorisio. In un’area dove transitano ogni giorno circa 35mila passeggeri, l’attività di controllo tra il 19 dicembre e il 17 febbraio è stata incessante.

Il bilancio parla di 8.912 individui identificati, un’operazione che ha portato a 8 arresti, 3 denunce a piede libero e all’allontanamento di 11 stranieri irregolari. Sul fronte delle misure amministrative, sono stati notificati 21 provvedimenti tra Daspo, Dacur e avvisi orali. Questi dati hanno spinto le autorità a valutare positivamente la sperimentazione, ritenendo necessario mantenere alto il livello di guardia per contrastare degrado e spaccio.

Rabbia delle piazze e richieste di accoglienza

Il rinnovo della misura ha però riacceso immediatamente la contestazione. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, diverse realtà cittadine e gruppi di residenti si sono dati appuntamento proprio davanti alla Prefettura per manifestare il proprio dissenso.

“Ancora zone rosse? Ci avete rotto il quartiere”.

Recitava lo striscione esposto dai manifestanti, che accusano il dispositivo di essere uno strumento di pura esclusione sociale.

Secondo chi è sceso in piazza, l’ordinanza finirebbe per colpire i soggetti senza fissa dimora e chi è in attesa di regolarizzazione, senza offrire soluzioni abitative. La richiesta avanzata al prefetto è chiara: meno pattuglie e più risorse per l’accoglienza e la riduzione del danno sociale.