L'indagine epidemiologica

Veneto, il test nelle fabbriche smentisce le attese: non ci si contagia al lavoro

Solo 4 nuovi positivi su oltre 1500 testati: la maggior parte di questi si sono infettati in famiglia

Veneto, il test nelle fabbriche smentisce le attese: non ci si contagia al lavoro
Padova, 19 Maggio 2020 ore 10:59

Un progetto pilota Veneto ha preso in esame i lavoratori di 9 aziende di medie e grandi dimensioni dell’area padovana. Appena 4 i contagiati su 1518 dipendenti testati con tampone e test sierologici.

Numeri del contagio in uno studio: pochissimi infettati al lavoro

Appena quattro contagiati su 1.518 lavoratori testati al tampone e un dato incoraggiante: le misure di protezione applicate dalle aziende sembrerebbero funzionare. E’ il risultato di una campagna di screening che ha coinvolto 9 aziende del padovano di dimensioni medio-grandi. Sette imprese su 9 sono risultate immuni al virus.

Un risultato positivo e sorprendente. “La percentuale di positivi, tutti asintomatici, è decisamente sotto le aspettative. Il che induce a pensare che il rischio sia contenuto”, ha sottolineato Michele Mongillo, il medico che ha seguito per la Regione Veneto questo esperimento pilota.

Il rischio contagio più alto in famiglia

A rendere ancora più positivo il dato vi è il fatto che 3 dei 4 positivi riguardano la stessa impresa, una di quelle che era ancora in attesa di riaprire i cancelli e i cui lavoratori sono rimasti a casa. Questo denota che, probabilmente, l’ambiente più a rischio per contrarre la malattia è quello famigliare dove si abbassa l’attenzione e si tende a non rispettare le prescrizioni del distanziamento sociale.

Test sierologici rapidi:ancora dubbi sull’affidabilità

I tamponi sono stati fatti fra il 15 e il 27 aprile scorsi contestualmente ai test sierologici. Sono stati effettuati inoltre anche i test rapidi “pungidito” che hanno dato risultati sorprendenti.  “Su 42 lavoratori ai quali abbiamo fatto tutti e tre i test, 22 sono risultati positivi al sierologico rapido — spiega Mongillo — Il dato sorprendente è venuto dal sierologico tradizionale. Gli stessi 22, tutti, sono infatti risultati negativi. E lo stesso esito ha dato il tampone. Ci sono quindi sicuramente dei falsi positivi o falsi negativi, soprattutto se consideriamo i test rapidi”.

Un risultato parziale che deve far riflettere sull’attendibilità dei test rapidi. Ora la task force regionale ha deciso di allargare l’esperimento pilota a 113 aziende per oltre 15 mila lavoratori, in modo da aumentare la significatività del campione.

 

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