Nei giorni scorsi, nelle province di Padova, Treviso, Vicenza e Belluno, i Carabinieri del NORM della Compagnia di Piove di Sacco hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e locale, emesso dalla Procura della Repubblica di Padova. Destinatari del provvedimento otto cittadini dell’Est Europa, di cui sette moldavi e un rumeno (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).
Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Padova tramite il loro canale ufficiale, l’attività investigativa ha fatto luce su un giro di prelievi illeciti di carburante del valore di decine di migliaia di euro ai danni di aziende e automobilisti. L’indagine si inserisce in un periodo storico in cui i prezzi di gasolio e benzina sono gradualmente fluttuati verso l’alto a causa delle conseguenze della guerra tra Iran e Israele/USA, con il governo italiano che, per contrastare gli aumenti, è corso ai ripari tagliando temporaneamente le accise.
Usavano “fuel card” clonate: ecco come facevano
L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Padova, è scaturita dalla segnalazione del gestore di un’area di servizio di Vicenza, insospettito da anomali prelievi di carburante effettuati sistematicamente in orario serale e notturno.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero clonato e utilizzato diverse carte carburante attraverso la manomissione delle casse automatiche, installando dispositivi in grado di leggere e copiare i dati della banda magnetica delle carte (skimmer) e micro-telecamere nascoste per captare l’inserimento dei codici PIN da parte degli utenti.
Le attività illecite documentate coprono un arco temporale che va da ottobre 2025 a gennaio 2026 in distributori situati nelle province di Padova e Vicenza.
Sequestrate 72 taniche di gasolio e 12mila euro in contanti
Gli inquirenti hanno ricostruito numerosi utilizzi fraudolenti degli strumenti di pagamento, delineando un quadro preciso delle attività criminose e risalendo ai responsabili.
Le successive perquisizioni, eseguite nelle abitazioni degli indagati, hanno permesso di rinvenire e sequestrare un vero e proprio deposito composto da 72 taniche contenenti complessivamente 1800 litri di gasolio, telefoni cellulari, un personal computer ed altro materiale utile allo sviluppo delle indagini.
Recuperata inoltre la somma in contanti di 12.300 euro, ritenuta provento diretto dell’attività illecita perpetrata dal gruppo.
Si precisa che il procedimento è in fase di indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.