Nella giornata di giovedì 26 febbraio 2026, il caso delle tre missionarie saveriane uccise in Burundi nel 2014 potrebbe aver trovato il suo colpevole.
L’omicidio delle tre suore
Le tre suore erano in Africa, più precisamente nel quartiere di Kamenge di Bujumbura, per contro della congregazione delle Missionarie di Maria Saveriane di Parma. Tuttavia, la loro missione si è interrotta nel peggiore dei modi quando, nella giornata del 7 settembre 2014, Olga Raschietti, 83enne di Vicenza, e Lucia Pulici, 75enne di Desio, sono state colpite con un oggetto contundente per poi essere sgozzate.
Nel mentre, Bernardetta Boggian, 79enne di Ospedaletto Euganeo, non era presente, ma quando è rientrata nella sede religiosa il giorno dopo ha rinvenuto i cadaveri. Tuttavia, ad aspettarla, c’era anche l’assassino o gli assassini. Secondo le indagini, infatti, sarebbe stata la Polizia segreta dello Stato a commissionare l’omicidio della suora, che è stata poi ritrovata decapitata, con la testa che giaceva vicino al corpo.
I possibili moventi
In particolare, a capo della Polizia segreta del Burundi, la cosiddetta “Documentazione”, c’era Adolphe Nshimirimana, che è stato poi vittima di un attentato. Molto probabilmente, il movente dell’omicidio è stato dettato dal rifiuto della comunità religiosa di fornire aiuto e supporto medico ai soldati burundesi in Congo.
Un’altra possibile pista è quella delle risorse economiche. Nello specifico, il Centro Giovani di Kamenge riceveva ingenti quantità di denaro, che sarebbero potute risultare utili alle milizie. Inoltre, si ipotizza che Nshimirimana stesse pensando di correre per la Presidenza del Paese e il sacrificio avrebbe potuto avvantaggiarlo.
Le indagini
Le indagini hanno vissuto tre fasi. La prima è stata avviata nel 2014 grazie all’ambasciata italiana di Kampala, che però è stata chiusa l’anno dopo con l’archiviazione per difetto di giurisdizione. La seconda, che ha riaperto il caso nel 2018, è iniziata quando Harushimana Guillaume, 50enne del Burundi, è arrivato in Italia per un corso di formazione. In particolare, collaborava con un’associazione di Parma, ma anche in questo caso era stata sospesa per mancanza di prove.
Di fatto, gli inquirenti affermano che, in quel periodo, il Burundi stesse vivendo un clima di tensione e intimidazioni che ha coinvolto principalmente i testimoni del caso, lasciando ben poche persone disposte a parlare.
La terza apertura delle indagini, quella decisiva, è avvenuta grazie al libro “Nel cuore dei misteri” di Giusy Baioni che, presentando il libro a Parma ha riacceso i riflettori sull’assassinio delle suore. Grazie alle nuove testimonianze raccolte, si è scoperto che dietro alla programmazione meticolosa dell’omicidio c’era anche Harushimma Guillame.
L’omicidio, infatti, sarebbe avvenuto grazie a un’attenta pianificazione dei mandanti, con sopralluoghi e indagini sul luogo, per poi travestire gli assassini come poliziotti che hanno agito indisturbatamente.
Le dichiarazioni del Presidente Stefani
Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto dichiarare:
“Dal 2014 ci hanno lasciato, in vita sono state portatrici di pace e bontà. Oggi si è aperto uno spiraglio che mi auguro possa portare per loro anche una svolta di giustizia terrena. Suor Olga Raschietti di Montecchio Maggiore, Suor Bernardetta Boggia di Ospedaletto Euganeo e Suor Lucia Pulici di San Giorgio di Desio in Lombardia furono trucidate con orribile crudeltà e il dolore di tutto il Veneto per la loro terribile fine è ancora vivo nel cuore di ogni persona, anche nel mio. Mi complimento con gli investigatori di Parma che, arrestando dopo caparbie indagini un cittadino burundese con l’accusa di essere coinvolto nell’organizzazione del massacro, hanno aperto uno squarcio attraverso il quale la verità potrebbe avvicinarsi”.
Il governatore ha poi voluto concludere affermando:
“Allora nessuno riuscì a capacitarsi di tanta crudeltà, al punto che il ricordo del loro sacrificio è rimasto vivo e ha interrogato le coscienze di chiunque avesse a cuore la pacifica convivenza in ogni angolo del mondo. Purtroppo, come in altre occasioni il fanatismo ebbe il sopravvento, ma in realtà perse perché creò tre martiri il cui messaggio di pace e dedizione agli altri è ancora vivissimo“.