A Verona

Sventata rapina alla banca grazie all’sms inviato a un collega di un’altra filiale

Il malvivente aveva appena finito di scontare la sua condanna nel carcere di Padova.

Sventata rapina alla banca grazie all’sms inviato a un collega di un’altra filiale
Padova, 26 Giugno 2020 ore 09:06

Provvidenziale la decisione di chiedere aiuto a un collega invece di effettuare la telefonata.

La richiesta di aiuto

Pure oggi, giovedì 25 giugno 2020, al Banco Bpm di Via IV Novembre di Verona sembrava una giornata come le altre. Intorno alle 10.30 però, un uomo è entrato nella filiale e, dopo aver percorso il lungo corridoio, si è posizionato di fronte all’impiegata presente nella parte più in fondo della stanza e, senza farsi troppo notare, ha aperto il bavero della giacca e ha mostrato una pistola e l’ha intimata a farsi consegnare tutto il denaro. In quel preciso istante, la collega che era a poca distanza e capendo la pericolosità della situazione, ha inviato un sms a un collega che lavora in un’altra banca, pregandolo di chiamare la Polizia e di avvisare che c’era una rapina in corso nella filiale di via IV Novembre.

Gli agenti non sono riusciti a mettersi in contatto con la filiale

Il collega ha avvisato la Polizia che ha immediatamente inviato gli agenti sul posto e, contemporaneamente, ha cercato di chiamare in filiale per riuscire a sapere quante persone erano presenti all’interno della banca e se ci si trovava di fronte a un rapinatore o a una banda. Il telefono ha suonato invano e nel frattempo il malvivente ha puntato la pistola contro l’impiegata che ha spiegato all’uomo di non essere in possesso di denaro e ha iniziato a tergiversare. L’uomo, classe ’65, senza fissa dimora, originario di Foggia e pluripregiudicato ha fatto qualche passo indietro, quasi a voler rinunciare al suo piano e, quell’esitazione ha concesso alla Polizia il tempo necessario per riuscire a entrare.

L’arresto

L’uomo, appena si è visto di fronte gli agenti in borghese che gli intimavano di gettare l’arma, ha obbedito rimanendo immobile. Gli agenti hanno proseguito ad ammanettarlo e condurlo nella casa circondariale. Durante la perquisizione è stato appurato che la pistola era finta anche se la fattura era molto precisa e la faceva sembrare originale, inoltre aveva anche un coltello da cucina con lama in ceramica.

Numerosi precedenti

Sul fatto, la dottoressa Anna Capozzo della Questura di Veronaha spiegato:

L’uomo indossava giacca e cravatta, non destava alcun sospetto. Sono in corso le indagini pe r capire come abbia fatto a introdursi nella banca, se aveva preso un appuntamento. L’azione dall’arrivo dell’sms all’arresto è durata all’incirca cinque minuti, fortunatamente siamo riusciti ad agire tempestivamente. La cosa particolare è che è venuto a piedi fino alla filiale quindi aveva intenzione poi di fuggire a piedi con il denaro. L’uomo non aveva alcun complice, si tratta di un senza fissa dimora, l’ultima era stata registrata nel veneziano ed era stato scarcerato da tre mesi dal carcere Due Palazzi di Padova, sempre per furti analoghi. E’ noto per aver colpito banche ma non solo, possiamo dire che su di lui c’è una ‘Bibbia’ di precedenti: era stato in carcere a Treviso sempre per una rapina in una banca, tre anni fa invece aveva messo in piedi un vero e propri business a Venezia. Acquistava i biglietti del traghetto a prezzo ridotto destinati alle persone con handicap, rivendendoli poi a un prezzo quintuplicato ai turisti, fingendo che fosse un affare per loro”.

Fondamentale anche la presenza della squadra Uopi

Sul posto era stata inviata anche l’Unità Operativa di Primo Intervento (U.O.P.I.), che è addestrata appositamente per reprimere atti di terrorismo o di intervenire nei casi in cui potrebbe essere messa a repentaglio l’incolumità delle persone.

 

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