Per fortuna è finito in manette

"Suo nipote è nei guai", il finto maresciallo truffa l'anziana: si fa consegnare soldi e pure la fede nuziale

Sembra la trama di un film... Il vero nipote che torna a casa e nota un taxi, il tassista che carica il truffatore e lo accompagna in stazione. I poliziotti che riescono a beccarlo dalle telecamere di sorveglianza. Fino all'esito finale...

"Suo nipote è nei guai", il finto maresciallo truffa l'anziana: si fa consegnare soldi e pure la fede nuziale
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Il “trucco” utilizzato dai malviventi è sempre lo stesso: convincere con una telefonata l’anziana vittima che un famigliare (generalmente figlio o nipote) è rimasto coinvolto in un incidente stradale e quindi a versare ingenti somme di denaro per definire la situazione ed evitare più gravi conseguenze legali.

A fare la telefonata è un sedicente avvocato o carabiniere, che una volta convinta la vittima sulla veridicità del fatto, la informa che entro pochi minuti verrà raggiunta a casa da persona di fiducia incaricata di ritirare i soldi ed i gioielli da versare a titolo di “cauzione” (talvolta la vittima viene persino convinta a recarsi alle poste od in Banca ed effettuare dei prelievi).

"Suo nipote è nei guai", la truffa del finto maresciallo

Come è ormai noto ad essere presi di mira sono per lo più anziani che vivono soli in città e provincia (per lo più intestatari di utenze fisse, dai quali vengono carpite informazioni utili mediante telefonate effettuate nei giorni o settimane precedenti alla truffa).

Ieri i truffatori hanno preso di mira una 84enne abitante in Via Rovigo, la quale, dopo essersene resa conto, ha segnalato il fatto al numero di emergenza della Polizia “113”. Ai poliziotti della Squadra Mobile, che l’hanno subito raggiunta a casa, la donna ha riferito di essere stata vittima di una truffa del finto Maresciallo.

Anziana raggirata

L’avevano contattata dapprima sull’utenza fissa di casa e poi (dopo averla ottenuta da lei stessa) anche sull’utenza cellulare, comunicandole con grande enfasi che il nipote aveva provocato un incidente stradale con feriti e che per poterlo liberare ovvero impedire che finisse in carcere sarebbe stato necessario pagare una somma di denaro. A fronte del pericolo prospettatole, la povera donna ha risposto di avere la disponibilità di sole 1.000 euro, la pensione prelevata appena la mattina precedente. Così poco dopo si presentava presso la sua abitazione un uomo di 25/30 anni circa, altezza media, corporatura normale, capelli corti scuri e con un “pizzetto”, cui la stessa provvedeva a consegnare sia la somma di denaro che la propria fede nunziale ed una collana d’oro (gli unici preziosi in suo possesso).

A fornire un utile spunto investigativo ai poliziotti della Squadra Mobile è stato il (vero) nipote della donna, che sopraggiunto sul posto in sella al suo motociclo pochi istanti dopo che era stata ormai consumata la truffa ai danni della nonna, riferiva di aver notato un Taxi. Non trascurando quest’ultima circostanza, i poliziotti hanno in poco tempo rintracciato e contatto alcuni Taxi che avevano effettuato nelle ore precedenti delle corse in quella zona. Fra questi ne veniva individuato uno che risultava aver caricato un cliente in Via Rovigo e terminato la corsa presso la stazione di Padova.

Indagini serratissime

L’autista del mezzo riferiva agli investigatori che la persona da lui prelevata in via Rovigo era stata lasciata nelle vicinanze dell’edicola della Stazione di Padova, che indossava abiti scuri (pantaloni e maglietta a maniche corte), che aveva un “pizzetto” e che parlava con accento meridionale. Inoltre, aspetto non trascurabile, riferiva che durante il tragitto l’uomo parlava al telefono con qualcuno cui riferiva che avrebbe preso il treno per Roma, nel caso avesse perso quello diretto a Napoli.

A quel punto gli stessi investigatori della Squadra Mobile con l’ausilio dei colleghi della Polizia Ferroviaria hanno provveduto a visionare velocemente le telecamere cittadine e quelle presenti in Stazione, individuando il soggetto sceso dal Taxi, perfettamente compatibile a quello che era stato sino a quel momento loro descritto, ed osservandolo poi, grazie alla visione die vari filmati acquisiti, entrare in Stazione, dirigersi al binario 1 e salire a bordo di un treno con destinazione finale Napoli C.le.

Beccato sul treno diretto a Napoli

Contattato il personale di bordo, e fornitane una descrizione, si richiedeva di verificare la presenza del soggetto e di indicare la carrozza sulla quale aveva preso posto. Contestualmente venivano avvisati pure i colleghi della Polizia Ferroviaria di Roma Tiburtina (ove lo stesso treno avrebbe fatto tappa alle successive 18:00 circa). Saliti a bordo della carrozza indicata, gli agenti provvedevano al controllo del soggetto, identificandolo in un cosentino di 25 anni dimorante a Napoli – peraltro con pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio (truffe, indebiti utilizzi di carte di pagamento ed associazione per delinquere finalizzata alle truffe) –, trovandolo in possesso di tutti i beni asportati poche ore prima a Padova (la fede nunziale della donna con sopra incisi il nome del congiunto e la data del loro matrimonio, la collana in oro con pendente e la somma di 1000 euro).

Accompagnata negli uffici della Squadra Mobile della Questura per formalizzare la querela, la 84enne ha riconosciuto sia l’uomo che i propri averi.

Ennesimo caso di truffa ad anziani

Quello di ieri è l’ennesimo intervento operato dalla Polizia nel contrasto alle truffe ai danni degli anziani. Già a novembre dell’anno scorso gli stessi investigatori della Squadra Mobile avevano individuato un altro giovane trentenne napoletano, trovato in possesso di 20.000 Euro in contanti ed alcuni monili in oro, tra cui due orologi e varie catenine d’oro, provento di una truffa commessa ai danni di anziani sempre con la nota tecnica del “falso incidente”. Anche costui venne individuato in stazione a Padova, nel corso di un più vasto servizio all’epoca disposto dal Questore sulle direttrici e gli snodi principali, proprio al fine di intercettare i “trasfertisti” di tale crimine.

Appena un mese fa, gli stessi agenti della Squadra Mobile arrestarono altri due truffatori trasfertisti, un 19enne ed un 46enne campani, che avevano in quella circostanza truffato un’ultraottantenne di Padova gravemente malata, sottraendogli tutti i risparmi della pensione. Scovati in un Hotel di Albignasego (Pd), all’interno della stanza da loro occupata, veniva rinvenuta all’interno di un trolley posto sopra il letto la somma di 4.550 euro sottratta all’anziana vittima.

I consigli della Polizia

Preme richiamare l’attenzione prima ancora che delle persone anziane (come detto vittime di tale tipologia di criminali senza scrupoli), di tutti coloro (famigliari, vicini di casa, ma anche operatori di sportello presso istituti di credito e presso le poste) che dato il rapporto di parentela o fiducia esistente con le potenziali vittime, possono meglio istruirle sul diffidare degli estranei o adottare per primi ogni misura volta alla loro tutela, segnalando per tempo al “113” eventuali comportamenti ritenuti anomali (es. prelievi inconsueti, telefonate insolite).

L’invito che si rivolge alle potenziali vittime è invece di:

  1. rispondere con un deciso «Mi scusi non ho tempo» allo sconosciuto che telefona.
  2. respingere senza replica lo sconosciuto che citofona inventando scuse e stratagemmi per entrare in casa
  3. evitare di distrarsi e di farsi distrarre quando si esce dall'ufficio postale o dalla banca
  4. sono tutte regole che permettono di tenere lontano eventuali malintenzionati.
  5. In ogni caso, qualora ci si accorge di movimenti sospetti, ovvero di essere vittime di reato, contattare immediatamente le Forze dell'Ordine, perché è insieme che si costruisce la sicurezza quotidiana.
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