Un’operazione antidroga è stata svolta nella zona industriale di Padova. I Carabinieri della Stazione di Ponte San Nicolò hanno arrestato in flagranza un 39enne tunisino, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Come riferito dalla nota diffusa dai Carabinieri di Padova tramite il loro canale ufficiale, il 39enne è stato bloccato nel primo pomeriggio di lunedì 9 febbraio 2026 in via Polonia.
L’operazione è il risultato di settimane di pedinamenti e appostamenti concentrati su un sospetto viavai di auto nelle vicinanze di un’area verde già interessata, lo scorso marzo 2025, da precedenti arresti per droga. I servizi di osservazione hanno confermato che la zona boschiva era tornata a essere una base operativa per lo spaccio.
Il blitz è scattato dopo aver documentato due cessioni di stupefacenti in tempo reale:
- il primo acquirente, un 46enne residente nel Veneziano, fermato a bordo di un’utilitaria, ha consegnato spontaneamente 0,80 grammi di eroina, dichiarando di averla acquistata poco prima per 40 euro.
- il secondo, un 49enne residente nell’Alta Padovana, è stato fermato alla guida di un furgone con circa 3 grammi di eroina suddivisi in due involucri, ammettendo l’acquisto appena effettuato.
Entrambi sono stati sanzionati amministrativamente e segnalati alla Prefettura come assuntori.
Dopo aver accertato l’attività illecita, i militari hanno circondato l’area e bloccato il presunto pusher nascosto tra la vegetazione. La perquisizione personale ha consentito di sequestrare:
- 475 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio;
- un involucro contenente 21,50 grammi di eroina;
- una busta con 22 dosi, per un peso complessivo di 40,50 grammi.
Complessivamente sono stati sequestrati oltre 60 grammi di eroina.
Il 39enne è stato dichiarato in arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica, trasferito alla Casa Circondariale di Padova Due Palazzi. Nella mattinata di giovedì 12 febbraio 2026, il giudice ha convalidato l’arresto, applicando nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato deve considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.