Inchiesta sul caporalato

Scaldalo Grafica Veneta, i 35 lavoratori della Bm Service: "Un contratto a tempo determinato non basta"

Sindacati e lavoratori alzano la voce: "Non bastano contratti di quattro mesi, vogliamo assunzioni a tempo indeterminato".

Scaldalo Grafica Veneta, i 35 lavoratori della Bm Service: "Un contratto a tempo determinato non basta"
Cronaca Padova, 31 Luglio 2021 ore 12:06

Si continua a parlare di Grafica Veneta, l'azienda al momento indagata per caporalato. E questa volta alcuni lavoratori hanno voluto far sentire la propria voce delineando, con le proprie testimonianze, delle vicende che, se confermate dagli inquirenti, definirebbero un quadro ancora più grave per la ditta di Trebaseleghe.

Scaldalo Grafica Veneta, i 35 lavoratori della Bm Service: "Un contratto a tempo determinato non basta"

Lavoratori e sindacati alzano la voce e fanno sentire le proprie ragioni, anche in vista delle indiscrezioni trapelate che farebbero pensare a un'intenzione, da parte dell'azienda Grafica Veneta, recentemente posta sotto indagini per caporalato, di assumere i "collaboratori", ma a tempo determinato.

"Hanno deciso di organizzarsi con Adl Cobas per uscire dallo sfruttamento e ottenere un contratto regolare, diritti, dignità e tutte le differenze retributive maturate nel tempo - hanno scritto i sindacati impegnati - Chiediamo l'immediata apertura di un tavolo istituzionale per affrontare non solo le enormi questioni lavorative, ma il problema dei permessi di soggiorno e della casa".

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Al centro delle richieste, dunque, ci sarebbero i contratti. La ditta avrebbe manifestato le intenzioni di assumere a tempo determinato, ma ora, anche alla luce dei ricavi prodotti dall'azienda in periodo Covid grazie alla produzione di mascherine, la discussione tra lavoratori, sindacati ed eventualmente i vertici aziendali, potrebbe spostarsi su un altro ambito. Con un altro esito.

Ciò che i lavoratori chiedono, in estrema sintesi, non è un contratto a termine ma uno a tempo indeterminato. E per portare avanti questa istanza, per spingere l'azienda ad accettare, insomma, stanno emergendo altri dettagli sulle condizioni di lavoro alle quali i dipendenti erano sottoposti.

Come racconta bene il Corriere, infatti, le storie che stanno venendo a galla parlano tutte di situazioni al limite. Come quella di un pakistano che viveva in una delle case che ospitavano altri lavoratori delle coop. Lui, insieme ad altri, hanno confermato di aver sentito anche di pestaggi ai danni di alcuni lavoratori. Accuse gravissime che andranno verificate in sede di indagini.

Oggi, sabato 31 luglio 2021, ci sarà un primo incontro tra azienda e sindacati ma questi ultimi hanno già detto "No" alla proposta dei contratti a tempo determinato. "Serve l'indeterminato per tutti i lavoratori della coop - hanno riferito - E vanno chiariti molti punti, tra i quali le ore di lavoro, la paga oraria sotto i 4 euro". Sembra infatti che i turni di lavoro arrivassero fino alle 18 ore al giorno. Per paghe da circa 1000 euro.