finalmente a casa

Rientro a Padova dopo l’incubo a Dubai: cinque 16enni dell’Itc Calvi sono rientrati in Italia

Erano 200 i giovani bloccati a Dubai, di cui una dozzina provenienti dal Veneto

Rientro a Padova dopo l’incubo a Dubai: cinque 16enni dell’Itc Calvi sono rientrati in Italia

È atterrato alle 19:25 di martedì 3 marzo 2026 all’Aeroporto di Milano Malpensa il volo partito da Abu Dhabi che ha riportato in Italia 200 studenti rimasti bloccati a Dubai nei giorni scorsi, dopo l’inizio delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva risposta di Teheran verso alcuni Paesi del Golfo. Tra loro c’erano anche dodici studenti veneti.

Rientro a Padova dopo l’incubo a Dubai

I ragazzi sarebbero dovuti tornare a casa domenica 1° marzo 2026 e invece così non è stato. Una dozzina di studenti veneti, tra cui cinque 16enni del Calvi e altri dello Zuccante di Mestre (Venezia), sono rimasti bloccati a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo dovuto alla guerra tra Israele/Usa e Iran.

Gli studenti erano negli Emirati Arabi Uniti per il progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione Word Student Connection, una simulazione diplomatica internazionale che riproduceva il funzionamento delle commissioni dell’Onu. Tra i partecipanti al WSC, riferisce l’Ansa, c’erano 190 italiani, di cui 124 studenti minorenni e 66 tra studenti, docenti e staff Wsc maggiorenni.

Tra loro c’era anche una classe di 25 studenti e studentesse della Scuola Internazionale di Pavia, che, accompagnati da una professoressa, si trovavano nell’Emirato Arabo per un programma di studio organizzato dalle Nazioni Unite.

L’arrivo all’aeroporto

Un incubo che si è concluso con un lieto fine visto che, nella giornata di ieri, martedì 2 marzo 2026, gli studenti hanno potuto riabbracciare le proprie famiglie all’aeroporto di Malpensa. Di fatto, il Terminal 1 si è riempito di lacrime e abbracci, ma di sollievo, non di tristezza.

Altri voli commerciali e speciali sono decollati da Muscat, la capitale dell’Oman verso Roma Fiumicino, con a bordo circa 350 persone, ed altri due voli Etihad da Abu Dhabi, uno per Milano e l’altro per Roma. Nelle prossime ore inoltre è già stato programmato un ulteriore volo da Muscat.

“È un’esperienza che rimarrà indelebile perché, da ragazzi, ci siamo trovati in un attimo, come mai avremmo immaginato, in territorio di guerra”, hanno raccontato i giovani.

Di fatto, i ragazzi parlano di allarmi sui telefoni, sirene d’emergenza nell’albergo, notti insonni. Una delle insegnanti che li accompagnava ha definito quei momenti “due notti d’inferno“.

“È stata un’esperienza molto forte. Ci siamo sempre fatti coraggio tra noi, ma con il passare del tempo la preoccupazione aumentava: sentivamo nel cielo il rombo degli aerei e le esplosioni.

Gli studenti hanno anche raccontato che sul volo di ritorno hanno cantato l’inno di Mameli.

Il Trofeo Luxardo di Padova slitta a data da destinarsi

Come riporta il Corriere del Veneto, la guerra ha coinvolto e sconvolto anche il Trofeo Luxardo di Padova, tappa della Coppa del Mondo di sciabola maschile. Infatti, la Federazione Italiana di Scherma ha deciso di rimandarla per evitare disagi agli atleti e alle delegazioni.

In particolare, si teme che in molti non potrebbero partecipare viste le difficoltà con i voli e l’incertezza che ormai avvolge il Medio Oriente. Di fatto, la posticipazione riguarda tutte le competizioni che si sarebbero dovute tenere tra il 5 e l’8 marzo, quindi anche il fioretto al Cairo e la sciabola femminile ad Atene.

Il Medio Oriente, in particolare Dubai, è di fondamentale importanza per il traffico aereo internazionale. Tuttavia, il conflitto ha reso troppo pericolosa la zona per volare, soprattutto per i bombardamenti che hanno coinvolto anche l’Emirato Arabo.