I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia hanno recuperato a Zogno, in provincia di Bergamo, una statua lignea del XIV secolo raffigurante una Madonna con Bambino, rubata il 10 marzo 1977 dal Castello Cini di Monselice, oggi denominato Castello di Monselice. L’operazione è stata condotta con la collaborazione del Nucleo TPC di Monza e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo.
Il furto avvenuto nel 1977 al Castello di Monselice
La scultura fu sottratta il 10 marzo 1977 dal Castello Cini di Monselice, in provincia di Padova.

Il furto venne denunciato alla locale Stazione dei Carabinieri e le immagini dell’opera furono inserite nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

L’archivio informatizzato raccoglie quasi otto milioni di manufatti censiti, dei quali circa un milione risultano ancora da ricercare.
Il ritrovamento a Zogno grazie alle nuove tecnologie
L’attività di controllo della rete svolta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia ha portato all’individuazione di una pubblicazione scientifica che descriveva la scultura.
Gli accertamenti successivi hanno consentito di localizzare l’opera nella provincia di Bergamo, permettendo ai militari di avviare ulteriori verifiche investigative.
Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e dell’intelligenza artificiale ha migliorato negli anni sia le attività preventive sia quelle investigative. La condivisione di contenuti open source ha ampliato le possibilità di individuazione di beni trafugati.
Tra gli strumenti utilizzati dai Carabinieri TPC figura il sistema S.W.O.A.D.S. (Stolen Works Of Art Detection System), sviluppato per il contrasto al traffico illecito di opere d’arte, fenomeno che sempre più spesso si sviluppa attraverso la rete internet e con dinamiche criminali di carattere internazionale.
Le verifiche scientifiche e la restituzione
Le attività di identificazione sono state svolte con il supporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia, competente per il territorio bergamasco, e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo. Le verifiche hanno confermato la corrispondenza tra la statua sequestrata e quella sottratta nel 1977 dal castello di Monselice.
La Procura della Repubblica di Bergamo, condividendo le risultanze investigative, ha disposto la restituzione della scultura alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
La statua recuperata
L’opera recuperata è una scultura lignea a tutto tondo alta 121 centimetri, poggiata su un basamento ottagonale dello stesso materiale.

La statua è attribuita alla scuola senese del XIV secolo ed è riconducibile alla produzione delle botteghe pisano-lucchesi affini all’autore senese Francesco di Valdambrino (1375–1435). Le policromie e i dettagli di lavorazione richiamano le caratteristiche stilistiche della produzione artistica di quell’ambito.
Il manufatto presenta rilevanza sia dal punto di vista storico-artistico sia sotto il profilo devozionale.