DPCM DELLA DISCORDIA

“Qui non siamo a Napoli, le chiusure si potevano evitare”, bufera a Padova sull’assessore del Pd

Poi la precisazione: "E' stato solo un malinteso e per questo motivo faccio coming-out: io sono napoletano".

“Qui non siamo a Napoli, le chiusure si potevano evitare”, bufera a Padova sull’assessore del Pd
Padova, 30 Ottobre 2020 ore 09:35

Una dichiarazione, “qui non siamo a Napoli”, e l’assessore alla Cultura del Comune di Padova è stato travolto da una vera e propria bufera social.

“Qui non siamo a Napoli”

Una vera e propria bufera. L’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio (Partito Democratico), è finito sotto i riflettori per una frase dichiarata nell’ambito di un’intervista rilasciata a una testata cittadina.

Mi permetto di dire che qui non siamo a Napoli: esiste una cultura civica molto forte, un senso di comunità e l’idea che la salute è un bene comune molto forte”.

Tutto è partito dall’analisi del confronto tra le misure prese dalle province autonome di Trento e Bolzano.

“Anche in Veneto avremmo in alcune sue aree potuto differenziare gli effetti del Dpcm. Aver fatto di tutta l’erba un fascio secondo me è una scelta sbagliata anche se nessuno deve sottovalutare il fattore rischio”.

Ma prendere Napoli come esempio negativo nel paragone ha innescato una violenta “fiammata” di proteste sui social e non solo.

L’ira dell’assessora napoletana

La replica dell’assessora napoletana Eleonora De Majo non si è fatta attendere. La richiesta? Scuse immediate da parte del “collega” padovano.

“Ho letto su alcuni giornali on Line con incredulità e sconcerto le parole gravissime pronunciate ieri del mio collega di Padova, l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, il quale, per contestare le misure contenute nell’ultimo DPCM e le chiusure dei ristoranti e dei luoghi della cultura, avrebbe affermato che nella sua città si poteva evitare di chiudere perché Padova “non è Napoli, a Padova c’è molto senso civico”.

La replica di Colasio: “Io sono napoletano”

“Vorrei raccontare una cosa: “Io sono Napoletano“. Eh sì faccio coming out. Non solo, voglio dire che sono anche profondamente orgoglioso della mia napoletanità. Non ne faccio una mera questione di “sangue e terra”, vale a dire che non rivendico la mia identità napoletana solo perché la mia famiglia viveva a Napoli, a Palazzo Posillipo. Del resto il mio cognome porta impresse le sue radici: Colasio. Famiglia di origine spagnola che si innestò molti secoli fa nella stupenda Città partenopea”.

Parte esattamente con queste parole la replica-fiume dell’assessore alla Cultura Andrea Colasio, affidata questa volta, ai suoi canai social ufficiali. Una “dichiarazione d’amore” nei confronti di Napoli, per mettere un freno alla bufera che si era innescata a causa della frase pronunciata.

 

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