Rapina Piombino

Quasi ammazzato a sprangate per rubargli il cellulare: fermati tre marocchini

La violenta aggressione ai danni di un 30enne tunisino lo scorso 16 maggio a Piombino Dese. La vittima costretta a nascondersi nel "Bar Centrale".

Quasi ammazzato a sprangate per rubargli il cellulare: fermati tre marocchini
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I militari della stazione carabinieri di Piombino Dese hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, NASSIH Ilyasse, nato in Marocco nel 1985 e LASRI Ayoub, nato in Marocco nel 1999,  entrambi senza fissa dimora e noti alle Forze dell'ordine.

Quasi ammazzato a sprangate per rubargli il cellulare

Al termine delle indagini avviate a seguito dell’aggressione subita a Piombino Dese, il 16 maggio scorso, da B.A., tunisino, 30enne, senza fissa dimora, il quale durante la serata era stato aggredito, senza apparente motivo, da parte di due suoi connazionali che lo avevano costretto a cercare rifugio all’interno del “Bar Centrale” per sottrarsi alla furia degli aggressori, i militari della stazione carabinieri di Piombino Dese hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, NASSIH Ilyasse, nato in Marocco nel 1985 e LASRI Ayoub, nato in Marocco nel 1999,  entrambi senza fissa dimora e noti alle Forze dell'ordine.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 31 maggio 2021, durante una perquisizione richiesta dagli operanti e concessa dalla Procura Patavina allo scopo di reperire tracce riconducibili all’aggressione in argomento, i due nord africani sono stati trovati in possesso di un bastone di ferro utilizzato per colpire ripetutamente il tunisino che, a causa delle lesioni subite, aveva ottenuto una prognosi di 50 giorni e, solo successivamente, aveva dichiarato che il motivo dell’aggressione aveva lo scopo di asportargli il cellulare, tramutando il reato ascritto ai due indagati da lesioni personali in rapina.

Nello stesso contesto anche un terzo marocchino, EDDOUH Hassan, nato nel 1995, presente nella dimora degli altri due, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di ricettazione.

Quest’ultimo, infatti, è stato trovato in possesso di 6 telefoni cellulari compendio di altrettanti furti avvenuti durante lo scorso messe nelle provincie di Trento e Treviso. Durante l’attività sono stati trovati, nella disponibilità di tutti e tre i soggetti, 53 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per confezionare le dosi di stupefacente, nonché la somma di 1.1180 Euro, ritenuta provento di spaccio.

Per tale ragione gli stessi sono stati deferiti anche per il reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Tutto il materiale è stato sequestrato. Al termine delle operazioni i fermati sono stati associati agli istituti di pena di Vicenza e Bolzano, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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