Nella giornata di lunedì 2 marzo 2026, è stato inaugurato il Quantum Computing Lab dell’Università di Padova. Alla presentazione erano anche presenti: il Presidente della Regione Alberto Stefani; l’assessora del Comune di Padova Francesca Benciolini; la rettrice dell’università Daniela Mapelli.
Il Quantum Computing Lab dell’Università
Il Quantum Computing Lab sorge in via Luzzati a Padova ed è stato realizzato per svolgere attività su computer quantistico a ioni intrappolati, fisica dell’Universo, laser e ottica, oltre ad altri laboratori.
Il polo costituisce un investimento finalizzato alla costruzione di un hardware quantistico. L’operazione rientra nel programma QCSC, finanziato dal bando WCRI, per la creazione di un ecosistema informatico che esplori l’interfaccia tra calcolo e comunicazioni. Al piano collaborano dodici Dipartimenti universitari e il Centro Padua QTech, con il supporto del Centro Nazionale per l’HPC, Big Data e Quantum Computing della Fondazione ICSC.
L’Unipd collaborerà con altri atenei, come Pavia, L’Aquila, Napoli e Bologna, che saranno affiancati da realtà come Cineca, INFN, Q@TN, TQT, NEAT, ARAKNE e ALGORITHMS. La sinergia tra le parti ha portato alla fondazione dell’Alleanza Quantistica Italiana, associazione di rappresentanza del settore con sede a Padova. Le operazioni forniscono un contributo alla Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche e al corrispettivo piano europeo.
Le dichiarazioni
La rettrice ha voluto affermare:
“L’investimento per il Quantum Computing Lab, circa cinque milioni di euro solo per la parte edilizia, rappresenta uno dei più significativi sforzi compiuti dal nostro Ateneo per dotare la ricerca di spazi adeguati ricerca. Non è un dato da evidenziare per la sua dimensione economica, ma per ciò che esprime: la consapevolezza che la ricerca di eccellenza ha bisogno di infrastrutture di eccellenza.
Un laboratorio non è un semplice contenitore: è un acceleratore di idee, un luogo che abilita la collaborazione, un ambiente che rende possibile ciò che prima non lo era. Le tecnologie quantistiche infatti avranno un impatto decisivo. Ma ogni avanzamento scientifico porta con sé una responsabilità.
La nostra tradizione, che affonda le radici in secoli di libertà di ricerca e di pensiero, ci ricorda che il compito dell’accademia non è soltanto quello di produrre conoscenza, ma di orientarla verso finalità che rafforzino la dignità della persona e la coesione sociale. In questo senso, il quantum non è solo una sfida tecnologica: è una prova della nostra capacità di governare l’innovazione con responsabilità e lungimiranza”.
Francesco Benciolini ha dichiarato:
“La ricerca e il pensiero critico hanno sempre caratterizzato la città di Padova. Investimenti come questo in infrastrutture di ricerca permettono alla nostra città di arricchirsi di persone che sanno cogliere sfide scientifiche, permettendo alla nostra comunità cittadina di sentirsi anch’essa partecipe di processi di innovazione”.
Il Presidente Stefani ha voluto evidenziarne l’importanza affermando:
“Con questa iniziativa l’Ateneo patavino compie un passo di grande significato nella modernità, guarda al futuro, punta a costruirlo con la ricerca, in un “ambiente” caratterizzato da laboratori avanzati, alta tecnologia, formazione. Questo investimento dell’Università crea un contesto di innovazione ai massimi livelli. Ciò che serve ai nostri giovani che vogliono crescere nelle professioni e all’imprenditoria veneta, che dell’innovazione sta facendo la sua stella cometa”.

I lavori e la spesa
La spesa per i lavori edili ammonta a 4.800.000 euro, cifra comprensiva delle operazioni di bonifica dall’amianto. I dispositivi installati presentano un valore di circa 4.500.000 euro, coperti in maggioranza dal piano WCRI per 3.500.000 euro e per la restante parte dal PNRR per 1.000.000 di euro. L’ateneo ha stanziato un totale di 7,5 milioni di euro tramite il bando “World Class Research Infrastructures” per dotare la comunità accademica di mezzi utili a condurre studi di rilevanza internazionale.
L’edificio occupa 683 metri quadrati lordi. Il piano terra accoglie le aree di lavoro su 565,4 metri quadrati, mentre il primo piano ospita i locali tecnici su 117,6 metri quadrati. Le superfici nette ammontano a 386,9 metri quadrati: la sala principale ne misura 104,1, affiancata da una cabina di regia di 34,1. Gli ambienti dedicati alla fisica dell’Universo occupano 93 metri quadrati, la stanza per i laser 17 e i sette moduli aggiuntivi variano tra i 15,3 e i 23 metri quadrati. Completano la planimetria una sala riunioni e i vani impianti.
L’infrastruttura presenta una platea isolata dotata di un giunto antivibrazione di 213,60 metri quadrati, costruito per preservare l’operatività della macchina. Il fabbisogno energetico viene supportato da un apparato fotovoltaico da 30 kW composto da 62 pannelli. Il raffrescamento sfrutta un impianto geotermico in via di realizzazione, provvisto di un pozzo di presa e due di resa profondi 137 metri. Lo stabile include condotti per i gas, sensori per il monitoraggio dell’ossigeno, dispositivi di sicurezza per le ottiche e una cabina di trasformazione dedicata da 250 kW.
Come funziona
Un computer quantistico a ioni intrappolati è una piattaforma in cui l’informazione quantistica viene “scritta” e manipolata usando ioni (atomi elettricamente carichi) che vengono mantenuti sospesi e confinati tramite precisi campi elettromagneti all’interno di una trappola. Gli ioni sono controllati con estrema precisione grazie agli impulsi, in particolare laser, che permettono di preparare, far evolvere gli stati quantistici.
Questo metodo è considerato essere tra i più promettenti per la realizzazione di processori quantistici stabili e controllabili, adatti a esplorare nuove applicazioni in simulazione di sistemi complessi, ottimizzazione e sviluppo di algoritmi quantistici.
Come ha evidenziato Flavio Seno, direttore del Dipartimento di Fisica e astronomia dell’Ateneo di Padova, questa è un’opportunità:
“La nuova struttura integra requisiti tecnici estremamente stringenti, dagli aspetti antivibrazione agli impianti di supporto, per ospitare strumentazioni di frontiera. È un laboratorio pensato per la ricerca, ma anche per la formazione: qui studentesse e studenti potranno maturare competenze tecnologiche avanzate e vivere la scienza “sul campo”, a stretto contatto con apparati e metodi sperimentali di ultima generazione“.
Simone Montangero, direttore del Quantum Computing and Simulation Center e co-leader delle attività di quantum computing del Centro Nazionale per l’HPC Big data e Quantum Computing, ha voluto ricordare che non è solo merito dell’Università di Padova:
“Lo sviluppo di un computer quantistico basato su ioni intrappolati e le attività del Quantum Computing and Simulation Center (QCSC) si fondano su una rete interdisciplinare ampia, che coinvolge numerosi Dipartimenti, Padua QTech e partner scientifici e industriali nazionali ed internazionali di primo livello. L’obiettivo è costruire una piattaforma che abiliti ricerca d’avanguardia e innovazione, con ricadute scientifiche e formative di grande valore”.