E’ cominciato ieri, 13 gennaio 2026, il processo a Solidalia, Cooperativa di Vigonza, e per tre persone indagate per favoreggiamento e sfruttamento della immigrazione clandestina nel settore manifatturiero.
Noi stessi ne avevamo scritto QUI.
Venti sarebbero stati i lavoratori stranieri coinvolti, sfruttati o con contratti di volontariato e comportamenti che sconfinavano in episodi di caporalato vero e proprio (in copertina una foto d’archivio).
Le contestazioni, si diceva, sono state opposte ai tre indagati e, chiuse le indagini, sulla base di solide prove il Procuratore Benedetto Roberti aveva richiesto il rinvio a giudizio per le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione e sfruttamento di lavoratori stranieri.
Caporalato, estorsione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sarebbero reati commessi tra il 2023 e il 2024, vittime venti cittadini stranieri irregolari o in attesa del rilascio del permesso di asilo e soggiorno.
L’avvio dell’inchiesta
All’attenzione della Squadra mobile, era finito tale Khaled Baccouri, tunisino, spacciatore ed espulso nel 2019 dopo aver scontato tre anni di galera degli otto cui era stato condannato nel 2016.
Quando però l’11 maggio 2023, la Questura aveva fatto un accesso in Cooperativa, ha scoperto che il tunisino dato per espulso, era stato invece assunto a tempo determinato da gennaio 2022, con tanto di stipendio, diversamente da altri stranieri, ospiti e richiedenti protezione internazionale impiegati senza salario.
Indaga che ti indaga, il Pubblico ministero Benedetto Roberti, contestò alla Cooperativa la firma di “patti formativi di inclusione sociale” a titolo di “volontariato” e la Gip Maria Luisa Materia emise un decreto di sequestro preventivo avendo appurato che:
“Le mansioni a cui erano stati adibiti gli stranieri fossero del tutto estranee a quelle di pertinenza al lavoro volontario nell’ambito di un ente del terzo settore in quanto iscritti nel ciclo produttivo in attività di assemblaggio ed etichettatura”.
Il Baccouri, peraltro, per farsi assumere aveva esibito un permesso di soggiorno falso, tanto che indagato con l’accusa di violazione di norme in materia di immigrazione, caporalato ed estorsione, fu Paolo Tosato che si dimise da presidente della cooperativa Solidalia quando, ispezione dopo ispezione, aveva capito di essere all’attenzione della Procura.
Le condizioni degli stranieri
Per alcuni stranieri, al lavoro sembra non corrispondesse alcuna retribuzione, se non il beneficio dell’ospitalità ed il disbrigo delle pratiche per l’Ufficio immigrazione, cosa che assumeva il sapore del ricatto per chi rifiutava di adattarsi.
L’Ispettorato del lavoro e la Squadra Mobile di Padova, poi, avrebbero accertato turni di lavoro fino a venti ore settimanali di prestazioni effettuate senza alcuna formazione professionale, senza conoscenza della lingua e senza dispositivi di protezione individuale.
Il rinvio a giudizio
Paolo Tosato, difeso dagli avvocati Leonardo Arnau e Piero Galimberti, risultò il principale indagato con l’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in violazione al Testo unico sull’immigrazione, e di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, al pari di Davide Costa, 37 anni, socio della coop e dipendente della “Le Orme”, difeso dagli avvocati Vincenzo Cusumano e Anna Ceccato.
In concorso, i due avrebbero gestito l’impiego degli stranieri irregolari e il loro distacco in varie imprese locali, soprattutto nel settore della logistica.
Il terzo indagato, è Tommaso Toffalini, assistito d’ufficio dall’avvocata Paola Menaldo, ed accusato in concorso di aver fatto lavorare un cittadino senegalese 26enne in attività mai retribuite, dalla logistica fino a mansioni stagionali nei vigneti.
Insomma, un conto era la “mission” sbandierata dalle Cooperative, altro sarebbe stato il comportamento che all’atto pratico sembrava sconfinare nel sistematico sfruttamento di migranti.
Aggiornata l’Udienza Preliminare
E siamo così arrivati a ieri, 13 gennaio 2026, quando avanti al Gup, Vincenzo Santoro, cui spettava di valutare il rinvio a giudizio dei tre indagati, la posizione dei tre sarebbe cambiata in peggio, causa sei lavoratori stranieri che si sono costituiti parte civile per presunto caporalato.
Il Gup ha aggiornato l’udienza preliminare, accogliendo la richiesta della difesa.
Mentre Solidalia è da tempo stata messa in liquidazione coatta amministrativa, non si sa ancora se – come richiesto dal Pubblico ministero Benedetto Roberti – saranno rinviati a giudizio Paolo Tosato, ex presidente della cooperativa, oggi 51enne, di Curtarolo; il 38enne Davide Costa di Albignasego ed il 49enne Tommaso Toffalini di Padova.
Tutti sono accusati di favoreggiamento di immigrazione clandestina, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Tosato e Costa anche di estorsione.
La difesa
I tre indagati sono patrocinati dagli Avvocati Arnau, Galimberti, Cusumano e dalle colleghe Ceccato e Menaldo che sostengono non esserci stato alcuno sfruttamento e che la sottoscrizione della collaborazione a titolo di volontariato non sarebbe stata estorta, ma serviva per avviare gli stranieri ad un qualche percorso lavorativo.
Peraltro, il Tosatto non avrebbe mai esercitato pressione alcuna verso chicchessia, talché nel 2023, proprio due lavoratori che si suppone fossero sfruttati, gli avrebbero chiesto aiuto per trovare una occupazione, potendo avviare al lavoro uno ed aiutando l’altro nella preparazione del curriculum.
Noi, intanto, aspettiamo l’Udienza preliminare, quella buona.