A Padova una 29enne è stata condannata a due anni di reclusione e mille euro di multa per aver sottratto oltre 100mila euro a un sacerdote, oggi 80enne, raggirato tra il 2008 e il 2024 con richieste di denaro motivate da presunte emergenze familiari.
La sentenza è stata pronunciata il 13 febbraio 2026 dal gup Elena Lazzarin con rito abbreviato. La giovane, Nika Radmila, risulta attualmente latitante.
Sedici anni di richieste di denaro
Secondo l’accusa, la 29enne aveva iniziato a bussare alla canonica nel 2008, quando aveva 12 anni, chiedendo inizialmente cibo e abiti per sé e per i familiari.
Negli anni le richieste sarebbero diventate sempre più consistenti. Il sacerdote, nato nel 1945 e poi trasferito nel 2010 in una parrocchia in provincia di Padova, avrebbe consegnato complessivamente poco più di 100mila euro.
Il pubblico ministero Benedetto Roberti contesta alla giovane di aver agito “ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario”, prospettando sfratti, cure mediche urgenti o spese funerarie.
Tra le giustificazioni addotte per ottenere denaro figurano presunte spese funerarie presso un’ambasciata serba a Trieste risultata inesistente, oppure la necessità di “svincolare un conto corrente in Serbia” per restituire prestiti.
Secondo l’accusa, si trattava di circostanze inventate per suscitare pietà e urgenza economica.
Nel corso degli anni il sacerdote avrebbe chiesto anche un prestito di 55mila euro a un confratello per continuare ad aiutare la giovane.
Il raggiro è emerso infatti grazie al sospetto di un altro sacerdote, al quale l’anziano aveva confidato le continue richieste di denaro. La Curia ha quindi presentato denuncia alla Procura di Padova.
Ora è latitante
La 29enne è stata condannata anche a risarcire la vittima con 64.305 euro. Il sacerdote si è costituito parte civile con l’avvocato Francesco Cibotto.
La truffatrice, difesa dall’avvocato Omar Bottaro, era agli arresti domiciliari fino a ottobre. Successivamente è scappata, rimuovendo il braccialetto elettronico.
È ricercata anche per evasione. Una segnalazione della sua presenza in Austria non ha portato a risultati.