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Piano di Sanità pubblica Veneto, Zaia: “Rete ospedaliera rafforzata e prevenzione”

Presentato oggi il nuovo piano, che si fonda su 6 pilastri. Il Governatore uscente: "Pronti alle diagnosi differenziali per la psicosi autunnale".

Piano di Sanità pubblica Veneto, Zaia: “Rete ospedaliera rafforzata e prevenzione”
07 Agosto 2020 ore 13:41

Presentato oggi a Marghera il nuovo Piano di Sanità pubblica. Ecco tutte le novità.

Il bollettino aggiornato

Nel diramare il consueto bollettino il Governatore ha aggiunto oggi un elemento in più, ovvero il raffronto con i dati dello scorso 18 maggio: positivi il 18 maggio, ce n’erano 18.950 mentre oggi 20.535, in isolamento il 18 maggio c’erano 3.870 oggi sono 5.212, ricoverati il 18 maggio erano 541, oggi sono 111 (di cui 80 negative), in terapia intensiva a maggio c’erano 51 persone oggi sono 9, morti il 18 maggio 1.803 oggi 2.078, dimessi a maggio 3.187 oggi 3.763. “Il tema sono i positivi asintomatici, che sono la quasi totalità (si veda il caso di Treviso)”.

Il Piano di Sanità pubblica

“E’ il Piano di una regione che ha conosciuto e guardato in faccia il Covid”. Si basa su alcuni fondamentali pilastri:

  • prevenzione
  • capacità diagnostica (rete dei laboratori)
  • assistenza sanitaria territoriale
  • emergenza urgenza (118, Pronto soccorso)
  • assistenza ospedaliera
  • servizi formativi regionali

“Si conferma il rafforzamento della rete ospedaliera con il mantenimento dei 13 Covid Hospital – ha detto Zaia – Abbiamo investito oltre 81 milioni di euro”.

Capitolo terapie intensive:

“Passeranno dalle attuali base 494 (di cui 44 convenzionate) a 840, mentre le semintensive da 85 le portiamo a 663, infine le infettive passano da 165 a 1.085 posti”.

Fatti inoltre investimenti di oltre 16 milioni per i percorsi nei Pronto soccorsi, triage ecc.

“Abbiamo acquistato una mare di attrezzatura per i laboratori (sono 14 in Veneto), dove ci avvarremo dei test rapidi e del pooling messi a punto dal dottor Rigoli – ha sottolineato il presidente – Saranno elementi fondamentali per le diagnosi differenziate che ci aspettano in autunno, dove sarà fondamentale distinguere il Covid dalle normali forme influenzali. Ci sarà un problema soprattutto di psicosi perché è normale che chiunque avrà una banale influenza penserà di avere il Coronavirus”.

Importante anche l’introduzione di una nuova figura: quella dell’infermiere di famiglia. “Ce ne sarà uno ogni 4 medici di base”.

Il caso Treviso

Una risposta Zaia l’ha data sul caso dell’ex caserma Serena di Casier/Treviso, dove ieri sera i positivi sono saliti a ben 244 casi.

“Tamponiamo tutte le settimane (il prossimo giro sarà il 12 agosto), certo è che i numeri sono importanti e di sicuro da lì non devono uscire, sperando che ci siano presto delle negativizzazioni. Il tema però è che strutture così, con simili assembramenti, non dovrebbero più esistere, se non ci fossero non avremmo tutti quei positivi, lo ribadisco”.

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