La manifestazione

Passeggiata arrabbiata a Padova: in migliaia a marciare in memoria di Sara Campanella e Ilaria Sula

"Se continuate a raccontare la morte delle donne come una cosa che riguarda l'amore, ci state dicendo che il rischio di essere uccise è un potenziale prezzo da pagare per amare"

Passeggiata arrabbiata a Padova: in migliaia a marciare in memoria di Sara Campanella e Ilaria Sula
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Nella serata di venerdì 4 aprile 2025, in molte città italiane, tra cui Padova, si sono riuniti tanti collettivi e organizzazioni per ricordare Sara Campanella e Ilaria Sula.

Passeggiata arrabbiata

La manifestazione padovana è stata organizzata dal movimento "Non una di meno" e "Squeert Collettivo", in supporto di tutte le vittime, 23 da inizio anno, ma anche per lanciare un segnale ai media e al governo. Di fatto, durante la passeggiata, a cui hanno partecipato in migliaia di persone vestite in rosa, sono stati lanciati messaggi di protesta, come quello di apertura in Piazza Garibaldi:

"Noi come donne, come soggettività libere e femminilizzate, non siamo proprietà di nessuno. L'anno non è ancora arrivato a metà e sono già 23 le donne uccise dal patriarcato. Noi siamo stanche e arrabbiate, deluse no perché le aspettative sono comunque bassissime. Noi non permetteremo a questo governo fascista che i nostri corpi di donne e di libere soggettività femminilizzate siano strumentalizzate nelle campagne razziste e xenofobe.

Il problema è la violenza maschile e patriarcale e sappiamo benissimo cosa significano queste parole. Significa che ogni volta che si perdono notizie di una donna, noi ormai non abbiamo nemmeno più la speranza che sia stata una sua scelta".

Inoltre, è stato attaccato il metodo di narrazione con cui i giornalisti e i media dipingono queste tragedie, come quello urlato in Piazza dell'Insurrezione:

"Se continuate a raccontare la morte delle donne come una cosa che riguarda l'amore, ci state dicendo che il rischio di essere uccise è un potenziale prezzo da pagare per amare".

Oppure come:

"Il processo è sempre lo stesso, il primo passo: la vittimizzazione del carnefice, "non lo avrebbe detto nessuno, era uno studente modello, un padre modello. Secondo passo: lui l'ha uccisa, ma lei lo ha portato all'esasperazione. Riducono, con parole e immagini, stereotipi e sessismo che diventano così il prodotto/causa di questo tipo di narrazione".

Il corteo è sempre stato scortato dalla polizia, ma non sono avvenuti scontri e la marcia è risultata pacifica.

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