La protesta dei parrucchieri

Parrucchieri si incatenano in negozio: la plateale protesta contro il Governo VIDEO

Dopo due mesi di chiusura si aspettavano di poter riaprire la loro attività nelle prossime settimane

Parrucchieri si incatenano in negozio: la plateale protesta contro il Governo VIDEO
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La clamorosa protesta di due parrucchieri contro le decisioni del governo Conte.

Parrucchieri si incatenano al negozio:"Fateci lavorare"

Speravano di poter riaprire la loro attività, se non il 4 maggio, almeno nelle prossime settimane. Ieri sera la doccia fredda. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha preannunciato che per i parrucchieri ci sarà da aspettare almeno fino a giugno. Così Stefano Torresin e Agostini Da Villi del salone "La Dolce Vita" di corso Milano, sfiancati da una situazione drammatica che si protrae ormai da mesi, si sono incatenati simbolicamente all'interno della loro attività per protestare contro questa decisione.

I parrucchieri: "Lavoriamo da anni puntando sull'igiene"

"La nostra attività sfama sei famiglie - ha sottolineato Da Villi - e alzare la serranda vuol dire, mediamente, 18/20mila euro di costi mensili tra affitti, mutui, stipendi e bollette". Poi rivolgendosi polemico al premier, "Voi, lei e la vostra super squadra, non avete mai lavorato un giorno in vita vostra e non avete la più pallida idea di come funzioni il nostro lavoro".

"Noi lavoriamo con le massime regole igieniche da anni. Sappiamo bene che aprire a pieno regime non si può ma siamo perfettamente in grado di tornare a lavorare in piena sicurezza facendo turni che vanno dalle 8.30 di mattina alle 10 di sera con meno dipendenti e uno/due clienti per volta. Con mascherine, visiere, guanti e due metri di distanza tra una sedia e l'altra si può lavorare senza correre rischi".

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