Il Caffè Pedrocchi, uno dei simboli di Padova, è finito al centro di una bufera mediatica ancora una volta. Infatti, i cittadini e i clienti storici si sono lamentati di come il palazzo viene trattato dalla società milanese che lo gestisce, la F&de Group.
Uno dei simboli di Padova
Nel mirino delle proteste ci sono proprio i modi in cui il Pedrocchi viene mantenuto, con infiltrazioni e arredamenti che non rispecchiano il vecchio splendore di cui il bar godeva. In particolare, il Caffè è stato realizzato nel 1831 da Antonio Pedrocchi, su progetto di Giuseppe Jappelli, in via VIII Febbraio 1848.
Il Pedrocchi era uno dei simboli della borghesia padovana, con i leoni di pietra che accolgono i clienti all’ingresso, e agli inizi del ‘900 era conosciuto come il Caffè senza porte, poiché era sempre aperto. Negli anni è diventato anche un simbolo di scaramanzia per gli studenti universitari, che, secondo le dicerie, non possono entrarci se vogliono laurearsi.
Tuttavia, lo splendore di cui godeva una volta sembra essere solo un ricordo per colpa della malagestione. Di fatto, è già da un po’ che il bar è finito sotto gli occhi vigili dei cittadini per le scelte d’arredamento di dubbio gusto.
In molti affermano che il Caffè e la sua storia non vengono rispettati, come quando davanti al camino originale era stato posizionato un televisore, poi rimosso per le lamentele.
Infiltrazioni e critiche sulla gestione del Caffè Pedrocchi
Questa volta, però, il problema non è solo di arredamento, ma riguarda l’infiltrazione che ha lasciato una macchia ben visibile. Secondo quanto riporta Il Mattino di Padova, sarebbe dovuta al guasto di un tubo del riscaldamento che, dal piano superiore, nella Sala Rossini, si è infiltrata fino a macchiare l’intonaco della Sala Rossa.
Fortunatamente, la perdita è stata sistemata grazie all’intervento dell’assessore alla cultura Andrea Colasio, che era stato avvisato dal direttore del Pedrocchi, Manolo Rigoni. Tuttavia, questa sembra essere la goccia che fa traboccare il vaso visto che da molto i cittadini hanno notato un calo di qualità, sia come gestione che come mantenimento della struttura.

La colpa ricade sulla F&de Group, la società che lo ha preso in mano nel 2013 e ha il contratto che scade tra due anni. Per questo motivo è stato organizzato un incontro tra l’amministratore delegato dell’azienda milanese, Roberto Imperatrice, il Presidente, Marcello Forti, e l’assessore alla cultura.
La riunione si terrà probabilmente nella giornata di venerdì e avrà come oggetto principale la rimozione delle decorazioni non previste da Domenico Cappellaato, figlio adottivo di Antonio Pedrocchi. Inoltre, la società esporrà l’andamento del Pedrocchi all’assessore Colasio, ma bisognerà vedere se si nasconderanno dietro al fatto che, da quando lo hanno preso in gestione, hanno pagato 500mila euro di contributi all’anno, come prevedeva il contratto iniziale.