Incredibile!

Padova, in tv come “testimonial” della cura al plasma ma è morto da tre mesi: “Vogliamo risposte”

Storia sconcertante quella di Alcide Bassi, 81 anni, morto lo scorso agosto per Covid. Il "buco" delle cure all'ospedale patavino e il dolore dei suoi cari.

Padova, in tv come “testimonial” della cura al plasma ma è morto da tre mesi: “Vogliamo risposte”
Cronaca Padova, 06 Dicembre 2020 ore 11:41

Una vicenda sconcertante che tocca l’ospedale di Padova e la cura al plasma. Il dolore di una famiglia.

Padova: la sconcertante storia di Alcide Bassi

Una vicenda che definire paradossale è poco. Dolorosa, senz’altro, sconcertante di sicuro. E’ la storia di Alcide Bassi, 81 anni, che lo scorso 12 novembre 2020 compare in tv dal suo letto d’ospedale – a Padova – mentre, intervistato dalla trasmissione “Le Iene”, loda gli effetti benefici della cura al plasma iperimmune cui era stato sottoposto.

Alcide è un paziente Covid, in ventilazione assistita e sottoposto alla cura sperimentale. Tutto bene, direte: un bel messaggio di speranza. Niente di tutto questo, purtroppo. Perché nel momento in cui va in onda quel servizio, lo scorso novembre, l’anziano protagonista è già morto da più di tre mesi, per l’esattezza il 7agosto 2020, proprio in seguito alle complicanze di una polmonite.

Il racconto della figlia

Immaginate lo sgomento dei suoi cari, la figlia Federica ma anche la moglie, che si sono improvvisamente ritrovate le immagini del padre e marito in onda in prima serata, “spacciato” come esempio degli effetti benefici della cura al plasma sospinta dalla Regione. Nessun accenno, nel servizio, del tragico epilogo della vicenda. Anzi, viene detto che nessuno dei pazienti Covid trattati con plasma iperimmune tra l’ospedale di Padova e quelli della provincia padovana “è deceduto e tutti hanno avuto esito favorevole”. Lo dichiara soddisfatto Luciano Flor, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova.

Bassi era stato colpito dal Covid a fine marzo, contagiato con ogni probabilità nell’ospedale di Abano Terme, dove era entrato in piena prima ondata per un’operazione programmata da mesi. Dopo alcuni giorni però è costretto a varcare nuovamente le porte dell’ospedale, quello di Padova stavolta. Non ne uscirà più.

La speranza e poi la tragica fine

Dopo un primo aggravamento delle sue condizioni, che lo fa finire in terapia intensiva, sembra che Bassi si riprenda. Siamo a maggio e l’uomo chiama la figlia: “Sono negativo al tampone ora e divento famoso: sono arrivate Le Iene”. E come siano andate poi le cose la famiglia di Alcide lo scopre proprio nel servizio della nota trasmissione tv. Nessuno di loro, riferiscono i suoi cari, era stato avvisato di questo né aveva più ricevuto sue notizie. Incredibile.

Poi ad agosto un nuovo aggravamento e stavolta Alcide non ce la fa. Ma lo scorso 12 novembre compare appunto come in prima serata, ostentando ottimismo, come “testimonial” della cura al plasma iperimmune. Un dolore che si rinnova per la famiglia. Che ora vuole sapere cos’è realmente successo in quei mesi e perché nessuno si sia preso la briga di aggiornarli sulle evoluzioni delle terapie sperimentate sul loro caro. Del resto gli scettici sulla cura al plasma sono numerosi (tra questi il professor Burioni e la professoressa Viola).

Non solo. Nei giorni scorsi anche l’autorevole rivista scientifica “New England Journal of Medicine” ha pubblicato uno studio che smentisce, al di là di ogni ragionevole dubbio, i paventati beneficio della plasmaferesi sui pazienti Covid: su 228 pazienti presi in esame, infatti, la mortalità registrata tra i pazienti curati col plasma e quelli curati con un placebo (o altri metodi) risulta la stessa: l’11%.

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