le sue dichiarazioni

Omicidio di Giada Zanola: Favero ritratta la prima confessione

Il 39enne, ex compagno della vittima, ha affermato di averla lasciata a piedi sul cavalcavia dopo una discussione in auto

Omicidio di Giada Zanola: Favero ritratta la prima confessione

Andrea Favero, principale indagato per l’omicidio di Giada Zanola, è stato interrogato mercoledì 18 marzo 2026 nel tribunale di Padova. L’ex compagno ha smentito tutto quello che aveva affermato durante l’interrogatorio preliminare, ritenuto non valido poiché svolto in assenza del suo avvocato o del pubblico ministero.

L’omicidio di Giada Zanola

La morte di Giada è avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2024. Fin da subito, il principale sospettato è stato il suo ex compagno, Andrea Favero. In particolare, il corpo della 33enne è stato rinvenuto nella carreggiata dell’autostrada A4 in direzione Milano, sotto il cavalcavia di Vigonza, a un chilometro da casa della ex coppia.

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Giada Zanola

È stato proprio nella giornata del 29 che Favero avrebbe confessato l’omicidio di Giada, dopo una litigata avvenuta in piena notte. Tuttavia, la sua confessione non può essere ritenuta valida poiché è avvenuta in assenza del suo avvocato o del pubblico ministero.

Nel frattempo però rimane ancora il principale sospettato, anche perché il compagno di cella del camionista 39enne ha affermato che gli avrebbe confessato il delitto. Il detenuto ha parlato di una ricostruzione dettagliata: la vittima sarebbe stata sedata con psicofarmaci, caricata di peso sull’auto e poi gettata dal cavalcavia.

Sempre secondo il testimone, Favero avrebbe più volte parlato negativamente della ex compagna, sostenendo che davanti ai giudici avrebbe mantenuto la versione del suicidio.

Favero ritratta la confessione

Nell’interrogatorio, però, come riporta il Corriere del Veneto, Andrea Favero avrebbe smentito tutto quello che lui stesso e il suo ex compagno di cella avevano detto in passato. Sotto lo sguardo del padre, del fratello e della sorella di Giada, oltre quello del sostituto procuratore Paolo Mossa, il camionista ha negato tutto.

Andrea Favero

In particolare, quando gli è stato richiesto di ricostruire quella sera, ha risposto che lui sarebbe rincasato prima di lei, iniziando a preparare da mangiare, ma, quando arrivò Giada, gli disse che era stanca visto che la sera prima il figlio era stato male.

Secondo il sospettato, la notte avrebbero dormito tutti e tre nel letto matrimoniale, finché Giada non si avvicinò per baciargli il collo e iniziare un rapporto sessuale. Una volta concluso, lui le avrebbe detto scherzando che non riusciva proprio a stare senza di lui, facendola arrabbiare.

Per questo motivo, la 33enne si sarebbe vestita e avrebbe deciso di fare un giro a piedi alle 3 di notte circa, secondo la testimonianza di Favero. Tuttavia, lui accorgendosi dell’ora avrebbe deciso di andarla a prendere in macchina.

Una volta raggiunta e averla fatta salire però i due avrebbero iniziato a litigare finché Giada gli avrebbe chiesto di scendere proprio sul cavalcavia. Il 39enne si sarebbe fermato, lasciandola a lato della careggiata e, vista l’ora e il figlio a casa da solo, l’avrebbe lasciata lì.

Solo la mattina dopo si sarebbe accorto che non era più rientrata, giustificandosi per non aver controllato dicendo che ormai non stavano più insieme e che probabilmente era andata da un’amica o dal nuovo compagno.

Le incongruenze tra le versioni

Ci sono molte cose che non tornano, soprattutto dopo la prima confessione. Di fatto, anche Favero stesso nega che Giada avrebbe potuto suicidarsi lanciandosi giù dal cavalcavia. Inoltre, anche durante il primo interrogatorio, il camionista stesso affermò di averla drogata con le benzodiazepine che, in principio, erano state prescritte a lui.

A peggiorare la situazione del 39enne, c’è la preoccupazione che Giada aveva espresso a un’amica prima della sua morte: temeva di essere stata drogata più volte da Favero per avere un altro figlio da lei.

Quando il sostituto procuratore gli ha fatto notare le incongruenze, il camionista si sarebbe giustificato dicendo che quando gli è stato detto che Giada era morta, gli sarebbe caduto il mondo addosso.