Il caso

Nonnismo in caserma, otto sergenti rinviati a giudizio dopo la denuncia della veneta Giulia Schiff

La 21enne veneziana, che ha studiato a Padova, aveva denunciato, anche con un video, diversi episodi avvenuti quando era allieva ufficiale a Latina.

Nonnismo in caserma, otto sergenti rinviati a giudizio dopo la denuncia della veneta Giulia Schiff
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L’inchiesta legata al caso di Giulia Schiff, l’allieva ufficiale veneziana che aveva denunciato un caso di nonnismo.

Rinviati a giudizio

L’accusa è di “reato continuato di lesione personale, pluriaggravato e in concorso”: con questa motivazione tutti gli 8 sergenti, in forza presso il 70° Stormo dell’Aeronautica di Latina, sono stati rinviati a giudizio (l’udienza è fissata il prossimo 11 dicembre) nell’ambito dell’inchiesta legata al caso di Giulia Schiff, l’allieva ufficiale veneziana che aveva denunciato un presunto caso di nonnismo all’interno della caserma stessa (da cui è stata poi espulsa).

Gli episodi di violenza gratuita

Il sogno di Giulia, 21 anni, originaria di Dolo e residente a Mira, era sempre stato quello di volare e, dopo aver frequentato l’Itis G.Marconi di Padova ed essere arrivata quarta (su 2mila iscritti) a un concorso per l’ammissione di dieci allievi ufficiali di complemento dell’Aeronautica, la ragazza arriva a Latina. E qui, secondo la sua versione che ha portato al rinvio a giudizio dei commilitoni, iniziano gli episodi di nonnismo: violenze gratuite ai suoi danni “spacciate” per rito di iniziazione: schiaffi, lancio in piscina e, soprattutto, colpi alla testa propiziati dalla spinta contro una struttura metallica.

La denuncia

Poi però, dell’accaduto, è spuntato un video con cui la giovane veneziana ha denunciato il tutto. Non per vendetta, ma perché “il suo gesto deve essere di esempio per tutti quei militari che ancora hanno paura di denunciare i soprusi di cui sono vittime”, ha spiegato l’avvocato che la difende, Massimiliano Strampelli.

Il caso è arrivato anche all’attenzione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini:

“Non ci sarà comprensione per eventuali comportamenti che, anche alla luce dei pronunciamenti ancora attesi, si rivelassero difformi dagli imprescindibili principi di correttezza, etica professionale e rispetto della dignità individuale”.

Infine sul caso è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare.

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