Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Campodarsego hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Padova su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un soggetto residente nell’Alta Padovana, ritenuto responsabile – in ipotesi accusatoria – del reato di maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex compagna.
Una vicenda iniziata mesi fa
Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Padova tramite il loro canale ufficiale, il provvedimento rappresenta l’epilogo di una serie di gravi episodi iniziati nel marzo scorso, quando i militari dell’Arma di Trebaseleghe erano intervenuti nell’abitazione della donna per un’aggressione subita da parte del compagno.
In quell’occasione era stato denunciato e, nel mese di agosto, il G.I.P. aveva disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, oltre al divieto di dimora nel comune di residenza della ex.
L’aggressione nonostante le restrizioni
Nonostante le misure cautelari, alcune settimane fa l’ex compagno ha nuovamente agito con violenza. Durante un servizio di controllo del territorio in zona Stanga a Padova, i Carabinieri della Stazione di Padova Principale hanno notato in via Venezia un soggetto che discuteva animatamente con una donna, arrivando a strattonarla violentemente per i capelli.
Alla vista dei militari, il soggetto ha tentato la fuga a piedi, ma è stato bloccato dopo un breve inseguimento. Gli accertamenti hanno permesso di accertare che la donna era l’ex compagna e che l’uomo stava violando palesemente le misure cautelari già in vigore.
Inasprimento della misura
Dopo la convalida dell’arresto, il Giudice aveva inizialmente disposto gli arresti domiciliari. Tuttavia, considerata la reiterazione delle condotte violente e l’inefficacia delle precedenti misure, la Procura di Padova ha richiesto un inasprimento del regime cautelare.
I Carabinieri di Campodarsego hanno quindi rintracciato l’uomo e lo hanno tradotto nella Casa Circondariale “Due Palazzi” di Padova. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve ritenersi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
“L’operazione conferma la massima priorità attribuita dall’Arma dei Carabinieri e dall’Autorità Giudiziaria al contrasto della violenza di genere. Il silenzio è spesso il principale fattore di isolamento: la denuncia tempestiva rappresenta invece lo strumento più efficace per interrompere la spirale delle violenze. Le donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica sono invitate a chiedere aiuto senza esitazione, contattando il 112 o il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24” conclude la nota dei Carabinieri di Padova.