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Morte Michele Merlo: doveva essere curato prima, indagini sui medici di Rosà e Cittadella

Michele Merlo aveva lamentato alcuni sintomi, si era rivolto prima a uno studio medico di Rosà e poi all’ospedale di Cittadella.

Morte Michele Merlo: doveva essere curato prima, indagini sui medici di Rosà e Cittadella
Cronaca 19 Novembre 2021 ore 16:26

Il giovane alla fine di maggio si era rivolto a uno studio medico di Rosà e poi all’ospedale di Cittadella.

Indagini sulla morte di Michele Merlo

Michele Merlo aveva lamentato alcuni sintomi e aveva anche mostrato gli ematomi sulle gambe che si era ingranditi. Si era rivolto prima a uno studio medico di Rosà e poi all’ospedale di Cittadella. Proseguono le indagini sulla morte di Michele Merlo per ischemia cerebrale e la Procura di Bologna ha affermato che i medici che hanno tenuto in cura il giovane artista di “Amici” fino alla morte non hanno alcuna responsabilità sul decesso perché i medici sarebbero potuti intervenire diversamente se solo fosse stato curato prima.

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Michele era stato ricoverato in ospedale giovedì 3 giugno 2021 all'ospedale Maggiore di Bologna per un'emorragia cerebrale provocata da una leucemia fulminante. nelle ore immediatamente successive al ricovero era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ma il suo quadro clinico era comunque grave e con il passare delle ore, le condizioni di salute erano peggiorate, diventando disperate. Fino ad arrivare purtroppo alla morte.

Mancate cure a Rosà e Cittadella

Secondo gli accertamenti dei Carabinieri del Nas, non c’è alcuna responsabilità in capo ai medici di Vergato e Bologna circa il decesso del giovane. Secondo gli inquirenti quindi, si sarebbe potuto intervenire prima.

Se la leucemia viene diagnosticata prima, si riesce intervenire con un trattamento efficace. E’ emerso invece che alla fine di maggio Michele Merlo si era recato in uno studio medico di Rosà e successivamente all’ospedale di Cittadella che però non hanno diagnosticato la leucemia.