Terme sotto accusa

Montegrotto: ancora guai per un hotel termale, 8 denunciati

I carabinieri hanno trovato la piscina aperta senza dispositivi di sicurezza

Montegrotto: ancora guai per un hotel termale, 8 denunciati
Padova, 04 Maggio 2020 ore 11:35

Ancora guai per un centro termale di Montegrotto. I carabinieri hanno ravvisato come la piscina fosse aperta senza che fossero rispettate le norme anticontagio.

Piscina aperta: guai per un hotel delle terme di Montegrotto

Hanno lasciato operativa la loro struttura senza alcuna norma che garantisse la distanza e la sicurezza contro il contagio dei lavoratori e di eventuali clienti. I carabinieri della stazione di Montegrotto e del Nucleo Radiomobile di Abano Terme hanno denunciato ieri sei persone, tra cui l’amministrato delegato dell’Hotel Sollievo, per non aver rispettato le misure messe in campo per fronteggiare l’emergenza Covid-19. La struttura è stata chiusa per 5 giorni di tutta l’attività di piscina termale ed è stata segnalata alla Prefettura.

L’amministratore unico tra i denunciati: è recidivo

I militari hanno appurato che nella struttura non erano garantite le misure minime per poter restare aperti. Sono stati indagati l’amministratore unico della società, un uomo di 54 anni residente a Este, recidivo nel mantenere aperto il centro termale, una donna di 58 anni residente a Montegrotto, un’altra di 51 anni residente a Villa Estense in quanto responsabili della reception e che svolgevano attività lavorativa a distanza ravvicinata e senza le mascherine. Sono state indagate anche una donna russa di 58 anni residente ad Arquà Petrarca, una donna di Este di 56 anni, e uomo di 54 anni residente a Reggio Emilia e un uomo di 57 anni che vive a Pettorazza Grimani nel rodigino che erano presenti all’interno dell’hotel senza una valida ragione.

Il precedente del 15 marzo

Già lo scorso marzo, quando la quarantena era appena agli albori, l’Hotel Sollievo era balzato agli onori della cronaca.

Il centro termale, come avevamo raccontato, era stato chiuso per l’inosservanza delle norme disposte dal primo DPCM. durante un sopralluogo delle forze dell’ordine le piscine termali erano state trovare aperte e regolarmente frequentate, in barba a tutte le disposizioni. Alla struttura era stata consentita l’apertura solo per la fangoterapia.

 

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