Maltrattamenti in famiglia

Le toglie i documenti, le impedisce di uscire e di usare i social e poi la massacra: la vita infernale di una donna nel Padovano

A denunciare l'ultimo episodio di violenza i coinquilini della coppia: ora il 48enne rumeno è in custodia cautelare in carcere 

Le toglie i documenti, le impedisce di uscire e di usare i social e poi la massacra: la vita infernale di una donna nel Padovano
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Un 48enne rumeno è stato arrestato a Vigonza per il reato di maltrattamenti in famiglia: lo straniero, sotto l'effetto di alcol, aveva più volte minacciato e picchiato la compagna per motivi di gelosia fino all'ultimo episodio di violenza segnalato dai coinquilini di casa della coppia.

48enne maltratta la compagna per gelosia

Minacciava di morte la compagna picchiandola con percosse un 48enne di origine rumena, arrestato dai Carabinieri della Stazione Carabinieri di Vigodarzere poiché responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di maltrattamenti in famiglia.

Un'esecuzione dell’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Padova dato il comportamento violento recidivo del malfattore.

Il 48enne, infatti, già dall'aprile 2023 sottoponeva la convivente a continui maltrattamenti per motivi di gelosia, enfatizzati soprattutto a causa del continuo abuso di alcol. 

Il controllo totale che ha esercitato sulla vittima, limitandone la libertà, si è manifestato in più fronti: le ha intimato di non uscire di casa, le ha vietato di utilizzare i social media l’ha obbligata ad avere contatti telefonici esclusivamente con lui o con il figlio di lei e, per questo, le ha controllato costantemente il telefono. Le ha, inoltre, sottratto i documenti di identità per impedirle di tornare in Romania.

L'ultima lite davanti ai coinquilini

L’ultima circostanza, che ha portato alla decisione dell’Autorità Giudiziaria di emettere l’ordinanza restrittiva a tutela della donna, è stato l’intervento dei Carabinieri di Vigodarzere della sera del’11 febbraio 2024.

In questa occasione i militari, chiamati dai coinquilini della coppia che avevano assistito alla lite, hanno accertato che la compagna era stata malmenata dal fidanzato ubriaco.

Inoltre, non si trattava di un episodio isolato ma una condizione perdurante nel tempo: da più di un anno la vittima veniva insultata, picchiata e minacciata di morte (insieme al figlio).

Non avendo dimostrato nessun pentimento o voglia di cambiare nonostante fosse stato già denunciato all’Autorità Giudiziaria per fatti analoghi, il Giudice, concorde con la richiesta il Pubblico Ministero, ha ritenuto tale provvedimento restrittivo come l’unico idoneo a porre freno alla condotta dell’indagato.

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