Intervento dei Carabinieri

Lanciano petardi contro un chiosco di dolci, poi minacciano il figlio della titolare con un coltello

E' successo a Carpanedo nella serata di mercoledì 7 gennaio 2026: denunciati un 20enne di Maserà di Padova e un 22enne di Albignasego

Lanciano petardi contro un chiosco di dolci, poi minacciano il figlio della titolare con un coltello
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Mentre stavano svolgendo il loro lavoro, i titolari di un chiosco di dolci sono stati improvvisamente presi di mira da due giovani delinquenti, che prima gli hanno lanciato contro dei petardi e poi li hanno minacciati con un coltello.

Tensione a Carpanedo

A informare dell’accaduto è stata una nota stampa diffusa dai Carabinieri di Padova tramite il loro canale ufficiale. Le minacce per le vittime, la titolare di un chiosco di dolci e il figlio, si sono verificate nella serata di mercoledì 7 gennaio 2026.

Mentre stavano operando nel loro stand in piazza Alcide De Gasperi a Carpanedo, sono stati improvvisamente raggiunti da alcuni petardi lanciati da due soggetti che si trovavano a bordo di un’utilitaria. Il figlio della titolare si è mosso subito verso di loro per “fronteggiarli”, ma di tutta risposta è stato minacciato con un coltello.

Dopo che i due delinquenti sono andati via, la proprietaria del chiosco ha chiamato il 112 denunciando quanto accaduto.

Due ventenni denunciati

In breve tempo, in piazza De Gasperi è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri del NORM di Abano Terme. Una volta raccolta la testimonianza delle vittime, i militari dell’Arma si sono messi sulle tracce di chi li aveva minacciati.

In breve tempo, i due delinquenti sono stati intercettati a bordo della loro utilitaria e identificati: si tratta di un 20enne di Maserà di Padova e di un 22enne di Albignasego. I Carabinieri hanno anche perquisito il loro veicolo: all’interno hanno trovato un coltello da barbecue, lungo 35 centimetri, di cui 14 centimetri di lama, una confezione di “miccette” e una forbice da potatura. Tutto il materiale è stato sequestrato.

I due ventenni sono stati denunciati per i reati di minaccia aggravata e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

“Si precisa che il procedimento è in fase di indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna”.