Polizia giudiziaria

L'agguato all'imprenditore cinese per un debito di gioco e il ricercato albanese rintracciato a Vicenza

Tre catture e due arresti, giovani denunciati per droga e tentata estorsione. E c'è pure un 18enne accusato di violenza sessuale a Padova

L'agguato all'imprenditore cinese per un debito di gioco e il ricercato albanese rintracciato a Vicenza
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È di 5 arresti, altrettante denunce e due espulsioni il bilancio dell’attività condotta in questi ultimi giorni dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Padova.

L'agguato all'imprenditore cinese per un debito di gioco e il ricercato albanese rintracciato a Vicenza

Dovranno scontare pene residue, rispettivamente di 4 anni e 2 mesi e 2 anni e 9 mesi di reclusione, i cittadini cinesi Fu Rong (46anni) e Lin Junpin (44 anni), arrestati dagli agenti della Squadra Mobile della Sezione Reati contro il Patrimonio in esecuzione di due ordini di carcerazione emessi dalla Procura della Repubblica di Padova a seguito della loro condanna per rapina, lesioni, danneggiamento, estorsione e ricettazione.

Condanna giunta all’esito del processo relativo ad una rapina consumata a Padova la notte del 12 luglio 2020, in Via Nona Strada, allorquando entrambi i soggetti, in concorso con altri due co-imputati picchiarono violentemente un imprenditore 45enne loro connazionale, allo scopo di recuperare un credito di 30.000 euro legato ad un debito di gioco d'azzardo, sottraendo di fatto alla vittima un orologio del valore di 48.000 euro. Al solo Fu Rong è stato contestato pure il reato di ricettazione in relazione all’acquisto ed alla detenzione per la successiva vendita a suoi connazionali (al prezzo di 2.500 euro cadauna) di carte di identità e patenti di guida rumene contraffatte utilizzate per formalizzare l’avvio di attività commerciali. Al termine dell’esecuzione, i due sono stati ristretti presso il carcere Padova.

È stato rintracciato e catturato invece a Vicenza dai poliziotti della “Catturandi” della Mobile il 46enne albanese Armando Ahmeti, anche lui destinatario di un ordine di carcerazione, questa volta emesso dalla Procura vicentina, il dicembre scorso, a seguito di una condanna definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione per reati di droga.

Dopo aver appreso la sua possibile presenza presso un Agriturismo in San Giorgio in Bosco (ove aveva dimorato per alcuni giorni unitamente alla compagna, rifiutando però il pagamento del dovuto e minacciando i gestori), i poliziotti si sono messi sulle tracce dell’uomo riuscendo dopo alcune settimane di ricerca a localizzarlo in un’abitazione di Vicenza. Tratto in arresto è stato associato presso la casa di reclusione di Vicenza.

Ad aver operato in ambito cittadino, procedendo ad ulteriori 2 arresti e diverse denunce (non solo per spaccio ma anche per tentata estorsione), sono stati gli agenti della sezione “Criminalità Diffusa” della stessa Squadra Mobile. Il primo ad essersi imbattuto negli agenti è stato un 18enne già a loro noto e già tratto in arresto nei mesi scorsi. Era destinatario da settimane di una misura cautelare di custodia in carcere disposta dalla Corte d’Appello di Venezia – Sezione minorenni, su richiesta del Procuratore Generale, in aggravamento della misura del collocamento in comunità cui era già stato sopposto. Il giovane, pluripregiudicato per stupefacenti, e già condannato in secondo grado dalla stessa Corte d’Appello, è accusato di violenza sessuale, commessa a Padova nel gennaio del 2022, quando, ancora minorenne, dopo aver tentato invano di familiarizzare con una vittima (incontrata casualmente in luogo pubblico durante la notte), aggrediva la stessa da tergo con violenza costringendola a subire atti sessuali, ovvero baciandola ripetutamente sul collo e toccandola nelle parti intime, impedendole ogni movimento, non portando al termine l’infame azione grazie alla ininterrotta reazione della donna, che dopo aver chiamato aiuto riusciva a liberarsi. Il giovane è stato condotto presso l’Istituto penale per Minorenni di Bologna.

I medesimi agenti hanno poi denunciato per spaccio di hashish e per resistenza a Pubblico ufficiale, un altro minore straniero (17enne) con precedenti. Il giovane è stato visto in piazzale Stazione, nei pressi del “KFC”, avvicinare una giovane italiana e cederle un involucro. Alla vista degli operanti, il giovane pusher tentava di far perdere le proprie tracce, confondendosi fra alcuni suoi connazionali, venendo però nuovamente individuato e fermato, dopo un breve inseguimento, in piazza De Gasperi, ove tentava di sfuggire al controllo colpendo ripetutamente gli operatori con calci e pugni. Sottoposto a perquisizione gli sono state trovate 5 dosi di hashish. L’acquirente, una 21enne padovana è stata trovata in possesso invece dell’involucro contenente hashish prima acquistato e di un coltello a serramanico e per questo denunciata in stato di libertà per porto abusivo di oggetti atti all’offesa oltre che essere segnalata alla Prefettura quale assuntrice di droghe.
Sempre in zona Stazione, durante i servizi di perlustrazione, i poliziotti della Squadra Mobile hanno appreso dai colleghi della sala Operativa che una ragazza di 23 anni aveva poco prima contatto il 113 riferendo che nel corso del pomeriggio aveva smarrito in Piazzale Stazione il telefono cellulare e che provando a ricontattare il proprio numero aveva ricevuto risposta da parte di una voce maschile con inflessione araba che le chiedeva per la restituzione del telefono la somma di 600 euro, dandole appuntamento proprio in Stazione, nei pressi del Mc Donald’s.

Accettato l’incontro la ragazza si portava all’appuntamento accompagnata dal proprio genitore. Ad assistere a distanza vi erano pure i poliziotti, nel frattempo intervenuti. Questi osservavano quindi l’arrivo di un giovane nordafricano, che accompagnato da altri tre/quattro giovani, tentava di richiamare a sé l’attenzione della ragazza alzando ed agitando il braccio, invitandola in direzione di via Nino Bixio. Proprio nell’attimo in cui i poliziotti si accingevano a seguirli, si levava la voce di qualcuno che gridava loro “Polizia”, inducendoli a scappare e poi dividersi all’altezza di via Tommaseo. Gli agenti sono comunque riusciti a bloccarne subito due (compreso il giovane che aveva fatto cenno alla ragazza di seguirli), un 19enne egiziano ed un 17enne tunisino, il secondo dei quali con precedenti di polizia. Questi ammettevano che il telefono della ragazza era in possesso di un loro amico, non presente sul posto, ma che su espresso invito dei poliziotti decidevano di contattare e far intervenire sul posto. Una volta giunto, quest’ultimo, dichiaratosi 16enne algerino (ma in realtà di seguito appurato essere maggiorenne), consegnava il telefono che veniva restituito alla giovane. Per i tre è scattata la denuncia per ricettazione e tentata estorsione in concorso. Il minore è stato affidato ai Servizi Sociali del Comune di Padova, mentre per i due maggiorenni sono state avviate le procedure di espulsione con successivo accompagnamento presso il Centro Rimpatri di Gradisca.

Infine, un altro 18enne tunisino è stato arrestato per spaccio dagli agenti della Sezione “Antidroga”. Transitando per Via Diaz, nei pressi della Chiesa Sant’Andrea Apostolo, i poliziotti lo hanno notato incontrarsi furtivamente ed effettuare uno scambio con un uomo. Ritenuto il possibile episodio di spaccio, i poliziotti hanno proceduto al controllo di quest’ultimo (un 37enne di Albignasego), che a richiesta consegnava spontaneamente quanto appena acquistato in cambio di 40 euro, ovvero una dose di cocaina. Hanno quindi fermato poco distante lo stesso straniero, cui sequestravano un involucro contenente ulteriori 8 dosi di cocaina e la somma di 430 euro in banconote di piccolo taglio provento dell’attività illecita.

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