L’aggressione durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna, l’agente del reparto mobile di Padova accerchiato e colpito anche con un martello, l’intervento di un collega con lo scudo per sottrarlo ai colpi. A parlare, in un video diffuso dopo l’aggressione, sono i due poliziotti coinvolti negli scontri di sabato 31 gennaio 2026, Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti.
Entrambi hanno ammesso di aver avuto paura, ma di averla gestita grazie all’addestramento. Nella loro testimonianza hanno inoltre smentito l’ipotesi, circolata online dopo la diffusione dei filmati, che il reparto avesse lasciato solo l’agente aggredito.
Corteo pro Askatasuna, agente di Padova aggredito e salvato dal collega
L’aggressione è avvenuta nel corso del corteo organizzato nel capoluogo piemontese a sostegno del centro sociale Askatasuna. La manifestazione, prevista come presidio, è degenerata in scontri con le forze dell’ordine.
Calista, in servizio con il reparto mobile di Padova, è stato spinto a terra e circondato da un gruppo di manifestanti. Durante l’assalto sarebbe stato colpito ripetutamente, anche con un martello, prima dell’intervento dei colleghi.
La testimonianza dei due agenti: “Mi ha salvato la vita, è il mio angelo custode”
Il 29enne ha descritto una situazione di forte pressione operativa.
“Sono un po’ amareggiato, ma mi sento bene. La manifestazione si è rivelata molto violenta, c’è stata una escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia. Doveva essere pacifica invece è diventata tutt’altro“.

Parla di attacchi “da tutte le parti” e smentisce di essere stato abbandonato.
“La squadra è sempre stata vicina a me. Gli attacchi arrivavano da ogni lato, cercavamo di contenere la situazione. Poi mi sono ritrovato nella ressa, mi hanno spinto giù e da lì è successo quello che è successo”.
Riferendosi al collega intervenuto in suo aiuto aggiunge:
“È mio fratello e angelo custode, mi ha tirato via da tutto il caos e mi ha salvato la vita”.
La versione è confermata da Virgulti, che racconta di aver raggiunto il compagno di reparto pochi secondi prima degli altri agenti.
“Quando ho visto il collega accerchiato e aggredito mi sono subito avvicinato e l’ho protetto con lo scudo, come avrebbe fatto qualsiasi altro collega. Sono arrivato qualche secondo prima degli altri, che subito sono arrivati in supporto”.

Il poliziotto spiega che l’azione è stata condotta in modo coordinato:
“Tutti insieme abbiamo esfiltrato il collega dalla zona più pericolosa per ricongiungerci al resto del contingente, impegnato in altri scontri con centinaia di manifestanti”.
La visita di Questore e Prefetto di Padova al Reparto Mobile
Nella mattinata di lunedì 2 febbraio il questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, e il prefetto Giuseppe Forlenza si sono recati al II Reparto Mobile di Padova.
Alla presenza del dirigente Stefano Fonsi e dei funzionari, hanno incontrato i 18 poliziotti coinvolti nei violenti scontri avvenuti la sera di sabato 31 gennaio lungo le strade di Torino.

I due rappresentanti istituzionali hanno salutato e ringraziato il personale, portando messaggi di vicinanza e solidarietà a nome delle istituzioni cittadine e della comunità locale.