Cronaca
Tragedia Grenfell tower

Gloria Trevisan e Marco Gottardi, la beffa di quei tecnici che ridevano della certificazione antincendio

Lo rivela l'inchiesta in corso sulla tragedia del giugno 2017 alla Grenfell Tower di Londra, dove morirono 72 persone tra cui la giovane coppia veneta.

Gloria Trevisan e Marco Gottardi, la beffa di quei tecnici che ridevano della certificazione antincendio
Cronaca Padova, 17 Dicembre 2020 ore 10:26

L’inchiesta in corso rivela, tramite alcuni messaggi scambiati dai tecnici aziendali, le false certificazioni dei materiali antincendio utilizzati sulla Grenfell Tower, dove morirono i due giovani veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi.

Gloria Trevisan e Marco Gottardi, l’inchiesta sulla tragedia

Mentre “apparecchiavano” la tragedia che in quel tragico 14 giugno del 2017 causò la morte di ben 72 persone, tra cui la coppia di giovani veneti Gloria Trevisan, padovana di Camposampiero, e Marco Gottardi, veneziano di San Stino di Livenza, se la ridevano tra loro, ben consapevoli che quei materiali prodotti per la Grenfell Tower di Londra non erano a norma: in particolare la certificazione antincendio del materiale di rivestimento del grattacielo era falsa e il personale dell’azienda produttrice sghignazzava sull’autorizzazione rilasciata dagli enti di controlli preposti.

Gloria Trevisan e Marco Gottardi, la beffa di quei tecnici che ridevano della certificazione antincendio

La chat aziendale

E’ quanto emerge – a ridestare un dolore e una rabbia mai sopiti – dall’inchiesta in corso sul tragico rogo del 2017, agli atti della quale sono finiti i messaggi scambiati in una chat tra i tecnici dell’azienda (risalenti al 2016, un anno prima) che, discutendo proprio dei materiali infiammabili utilizzati sulla Grenfell Tower, ironizzavano sul loro “prodotto di merda” e sulle “bugie” dietro l’autorizzazione. Un materiale che avrebbe dovuto essere a infiammabilità ridotta e che invece al contrario sarebbe stato altamente infiammabile.

L’espediente per superare i controlli

L’espediente utilizzato per aggirare i controlli sarebbe stato assai banale, in realtà: far eseguire il test solo su un elemento di rivestimento più resistente invece che sull’intero materiale composito.

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