Prosegue il processo relativo al femminicidio di Giada Zanola, in cui l’unico imputato è l’ex compagno Andrea Favero. Nel corso dell’ultima udienza, che si è svolta in Tribunale a Padova mercoledì 21 gennaio 2026, sono emersi dei nuovi particolari sul decesso della 33enne bresciana, che ha perso la vita nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2024, dopo essere stata gettata dal cavalcavia sopra l’autostrada A4 a Vigonza.
Effetto delle benzodiazepine
Innanzitutto, la parola è stata data ai medici legali di accusa e difesa.
Claudio Terranova e Donata Favretto, nominati dalla pm Paola Mossa, hanno evidenziato che concentrazioni di Lormerazepam, farmaco a base di benzodiazepine, sono state trovate sia nei tessuti e nell’umor vitreo di Giada, sia nelle tre ciocche di capelli analizzate, in particolare su quella in cui era presente sangue della 33enne.
“I farmaci erano stati acquistati da Andrea Favero, del quale abbiamo analizzato i capelli senza trovarne traccia” hanno dichiarato i medici legali dell’accusa.
Guido Pelletti, nominato dalla difesa, invece, ha contestato l’ipotesi di “intossicazione acuta perimortale”. A lui ha replicato il consulente di parte civile, Giorgio Cavaliere, che ha sottolineato come gli esami effettuati comprovino che Giada fosse sotto effetto di benzodiazepine:
“Non avrebbe mai potuto scavalcare da sola il cavalcavia” ha riferito.
Auto ferma 104 secondi sul cavalcavia
A testimoniare è stato chiamato poi Ulrico Baldari, esperto di informatica forense.
Facendo riferimento al video, proiettato durante l’udienza precedente, di un’auto ferma per un minuto e 40 secondi sul cavalcavia, Baldari ha detto che analizzando l’infotainment della Ford di Favero è risultato che, quella notte, il veicolo si sia mosso da casa alle 3,22, registrando in sei minuti ben 197 punti di tracciamento.
Durante tutto il tragitto, inoltre, il telefono di Giada è rimasto collegato al computer dell’auto. Infine, dettaglio su cui si è posta maggiore attenzione, alle 3,25 la Ford si è fermata sopra al cavalcavia, registrando una serie di aperture e chiusure porte, per poi ripartire dopo 104 secondi (stessa tempistica del video). Il cellulare di Giada si è disconnesso alla ripresa della marcia.
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Il contapassi di Giada non ha rilevato movimenti
Il consulente informatico ha infine riferito riguardo i rilievi eseguiti sul contapassi della 33enne: la notte del 29 maggio, il dispositivo non ha registrato alcun movimento a piedi nonostante il suo cellulare poi si sia collegato all'auto. Questo elemento cozzerebbe con quanto detto dall'ex compagno, cioè che Giada sia uscita di casa per raggiungere il cavalcavia e buttarsi giù.
Sul cellulare di Favero, infine, Baldari ha aggiunto che il 39enne ha cercato su Internet, l'1 e il 14 aprile, informazioni su sedativi e tranquillanti per cavalli.